IL RISO (opera drammatica in 14 atti)

Sin Alina – Inglese-Italiano, 3° anno
Università ‘Ovidius’                                           
I PERSONAGGI (nell’ordine della loro apparizione)

JEAN ALAIN – psichiatra
IVAN HARASOV
SPETTATORE – 1, 2, 3, 4, 5, 6, … 10.
L’ASSISTENTE
LA SEGRETARIA
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
IL VICEMINISTRO DELL’ECONOMIA – SERBAN DESAY
LUIS PASTEL – psichiatra
LA SIGNORA ROMANENCO
IL SIGNORE ROMANENCO
HENRI COMAN
ELISABETA COMAN
I DUE FIGLI
IULIU PISARO – il Presidente del Consiglio Nazionale di Antropologia
CEZAR VERDI, EMANUEL BRUNO, ELENA CATINA – antropologi
IL PRIMO MINISTRO
MINISTRI
LI TAI NE – futurologo
HERMAN HERBERT – professore universitario
STUDENTI
NICOLAE GAMA – una famiglia qualsiasi
MARGRIT GAMA
LORO FIGLIO
IL PAZIENTE

(l’azione dell’opera ha luogo nello stato Humana, sull’isola con lo stesso nome, in un futuro prossimo)

IL PRIMO ATTO
(l’ufficio dello psichiatra Jean Alain, che sta alla scrivania e porta gli occhiali. Nell’ufficio entra Ivan Harasov, biologo).
JEAN ALAIN : (alzando gli occhi dal libro che sta leggendo): Si accomodi, per favore.
IVAN HARASOV : Buon giorno, dottore. Permesso?
JEAN ALAIN : Si, si, si accomodi. (lo invita a sedersi sulla sedia davanti a lui).
IVAN HARASOV : (un po’ agitato)  Non sono venuto per me, dottore. Vengo a chiederLe un consulto per il mio amico che è biologo, come me. Mi perdoni di aver dimenticato di presentarmi, Ivan Harasov… (si alza e tende la mano verso il dottore, sopra la scrivania).
JEAN ALAIN : La ascolto, signor Harasov.
IVAN HARASOV : Il mio amico, mi sono dimenticato di dirLe come si chiama, Teo Fucuda, lavoriamo insieme nella bese di ricerche ecologiche in montagna. Lo conosco molto bene, siamo stati colleghi universitari (comincia all’improvviso a ridere, hi, hi, hi). Era un ragazzo serio, molto abile, (sempre più animato). Non Le posso dire quando è cominciato in realtà. Però io credo che si tratti di qualcosa patologico. Lui ha sempre riso, praticamente da quando è nato, ciò sarebbe normale? (comincia di nuovo a ridere, hi, hi, hi).
JEAN ALAIN : (guardando con attenzione, sorride, poi ride anche lui lievemente)
IVAN HARA?OV : (diventando all’improvviso serio) Vorrei chiederLe se non ha altre cose da fare, casi più gravi? Il mio non e grave, posso ancora aspettare.
JEAN ALAIN : No, no, mi dica, La ascolto. Visto che è qui …
IVAN HARA?OV : È successo una sera, qualche anno fa. Avevamo acceso il fuoco e stavamo parlando della nostra attività. Mi ricordo che allora lo sentivo per la prima volta, mi sembra che l’idea gli fosse sorta nella mente molto prima. E vorrei domandarLe, perché ride l’uomo?
JEAN ALAIN : (un po’ sorpreso): A che cosa si sta riferendo? A motivi intimi o all’oggetto che causa il riso?
IVAN HARA?PV : Perché ride l’uomo? È una cosa normale?
JEAN ALAIN : Ma certo, è molto normale. Lei non ha osservato che tutti gli uomini ridono? Questo non è affatto grave.
IVAN HARA?OV : (insistendo, quasi ridendo): Ma perché si ride?
JEAN ALAIN : Per diversi motivi. Se qualcuno dice una burla, è normale ridere, se vediamo una cosa contraria alla nostra consezione, ridiamo.
IVAN  HARA?OV : Lei ha usato la parola ‘contraria’. Anch’io credo che sia questa la ragione.
JEAN ALAIN : Oppure una certa schematizzazione meccanica (si ricordi Chaplin) dei gesti, delle azioni.
IVAN HARA?OV : Ha parlato del contrario.
JEAN ALAIN :  Si, il contrario provoca il riso.
IVAN HARA?OV : IL mio amico dice così. Tra noi e gli animali esiste un grande contrasto. Questo contrasto e ciò che provoca in lui il riso. D’allora in poi lui ha comonciato a ridere tantissimo. Vedeva un serpente o qualsiasi animale e cominciava a ridere a crepapelle. Rideva per ore ed ore. Si teneva la pancia dal ridere e rideva fino a quando la pancia gli faceva male. Le lacrime gli scendevano sulle guance (hi, hi, hi). All’inizio, sua moglie ed io ci siamo spaventati. Stupito, lo guardavo come rideva. Però dopo avercela spiegato, abbiamo cominciato a ridere anche noi. All’inizio, di meno, poi non potevamo più smetterla.
JEAN ALAIN : Si, La ascolto.
IVAN HARA?OV : All’inizio è stato bello. I primi mesi, il primo anno. Le dico, lui rideva da morire e faceva ridere anche noi. Si creava il buonumore. Se ci trovevamo in un gruppo più grande e qualcosa non andava bene, l’atmosfera cambiava subito. Poi ha cominciato a uccidere gli animali. Rideva da morire quando vedeva un uccello passare di sopra, puntava il fucile e l’abbatteva subito. Hi, hi, hi!
JEAN ALAIN : (segue con attenzione): Si, continui pure.
IVAN HARA?OV : Dopo che l’uccello cadeva, non rideva più. Questo mi ha meravigliato. Però ho notato che sua moglie rimaneva vicino all’uccello o all’animale ucciso e cominciava a ridere sempre più forte. E rimasta un giorno intero vicino a un animale, ridendo da morire, tenendosi la pancia dal ridere. Lui se ne andava e la lasciava ridere.
JEAN ALAIN : (sempre più stupito): Si, continui. È molto bello quello che mi sta raccontando. Quasi, quasi mi fa ridere. Hi, hi, hi, strano, hi, hi, hi!
IVAN HARA?OV : Hi, hi, hi, hi, hi! Non è vero? All’inizio non potevo neanche credere ai miei occhi. Mi stropicciavo gli occhi per vedere se non stavo sognando. La vedevo come rideva vicino all’animale, tenendosi la pancia. Credevo prima che fosse impazzita. Hi, hi, hi! Ma no! Era complettamente normale. Poi mi sono abituato con lei ed ho cominciato anch’io a ridere. Eravamo io e lei quelli che ridevano di più. In un anno sono ingrassato di venti chili. Adesso, dopo quattro anni, mi guardi.
JEAN ALAIN : Tutto questo per via del buonumore.
IVAN HARA?OV : E questo non è tutto. Adesso arriva il meglio. Hi, hi, hi! Ti fa ridere da morire hi, hi, hi … Ho domandato loro perché ridevano. Hi, hi, hi, hi, (si tiene la pancia dal ridere. Le lacrime gli scorrono sulle guance).
JEAN ALAIN : (guardandolo sempre più attento, ma perdendo un po’ la pazienza): Mi dica, per favore.
IVAN HARA?OV : Ecco che cosa mi dice Fucuda. Dice che gli animali sono inferiori agli uomini. L’uomo è l’unica specie che ha raggiunto lo stadio superiore mentre gli animali sono inferiori. È per questo che noi dobbiamo prenderli in giro. Un animale mi fa ridere proprio per questa sua condizione. E così, ogni volta che vedo un animale rido da morire. E allora, per smetterla, per non ridere più, lo uccido. Nel momento in cui lo uccido, non è più un animale. Hi, hi, hi! (ride per molto tempo. Quando torna in sé.) Mi sente, a quel punto non è più un animale!
SPETTATORE UNO  : (si trova in fondo alla sala) Hi, hi, hi, hi!
JEAN ALAIN : (scrivendo qualcosa) Ma, che cos’è?
IVAN HARA?OV : Dice che da quel momento l’animale non e piu animale, diventa materia. Quando l’ho sentito mi sono quasi fatto il segno della croce (hi, hi, hi).
SPETTATORE 1 e 2 : (che si trovano nel mezzo della sala) Hi, hi, hi!
J.A. (guardandolo sempre più sbalordito e spaventato)
IVAN HARA?OV :  (Hi, hi, hi!): Nel momento in cui l’animale diventa materia, diventa il Tutto, l’uomo non ha più il diritto di ridersi di esso. D’allora in poi lui puo prostrarsi davanti all’animale. Perché esso è adesso più grande dell’uomo. Hi, hi, hi, (tenendosi la pancia dal ridere, cade sulla scrivania).
JEAN ALAIN:  (dopo molto tempo, guardandolo con compassione, ma anche con interesse): Signor Ivan Harasov, si calmi, per favore (gli dà un bicchiere d’acqua, lui beve). Cerchi, per favore, di non ridere più per potermi raccontare tutto.
IVAN HARA?OV : Hi, hi, hi (tenendosi la pancia). Va bene, dottore, farò del mio meglio. Ma come fai a non ridere quando lo vedi inchinarsi davanti all’animale ucciso, come se fosse davanti ad un’icona, serio e grave, mentre sua moglie ride da morire. Da morire. Una volta abbiamo dovuto spruzzare acqua su di lei per farla tornare in sé. Hi, hi, hi!
SPETTATORE 1, 2, 3, : (ridendo da morire nella sala) Hi, hi, hi, hi!
JEAN A.LAIN : (molto serio) Però sua moglie perché ride, signor Harasov?
I.H. (tornando in sé, hi, hi, hi): Sua moglie dice così, hi, hi, hi. sua moglie dice così. Ed è stato lui a ficcarle questa cosa in testa. Devi riderti delle specie animali perché si trovano sotto di noi sulla scalla dell’evoluzione, sono inferiori alla specie umana. Il riso rende l’uomo superiore. Non esiste un’altra specie animale che possa ridere. Soltanto l’uomo. E cosi, per mostrare la sua superiorità, l’uomo deve prendere in giro gli animali. Ridere, in genere, il piu possibile. Hi, hi, hi, hi, hi, hi (piegandosi sopra la scrivania).
SPETTATORE 1, 4, 6 : (ridendo nella sala) Hi, hi, hi, hi, hi. (L’intero pubblico, contaggiato, comincia a ridere. Alcuni guardano con sdegno gli spettatori 1, 4, 6 che ridono).
I.H: Fino adesso nessuna differenza tra di loro. Solo che lei crede che una volta l’animale ucciso esso sia ridisceso di miliardi di anni nella scala dell’evoluzione. Perciò l’animale viene disprezzato di più. È per questo che lei ride sempre più forte. Ride finché non si può fermare. Hi, hi, hi, hi, hi!
JEAN ALAIN : (scrivendo qualcosa nel suo quaderno) Cerchi di controllarsi, signore. Mi dica, per favore, ci sono anche altre bizzarrie? Ha notato qualcos’altro strano?
IVAN HARA?OV : (tornando in sé) Le racconto subito. Il momento più comico è quando loro si trovano vicino all’animale, e lui è serio e corrucciato, mentre lei ride da morire. Rido finché cado giù per terra, hi, hi, hi, hi! Così ci perdiamo la testa, mentre lui se ne va arrabbiato e ci lascia ridere. Questo è durato quasi un anno. Non proprio un anno, ma circa 8 mesi, e non si sono separati. Adesso, non s’intendono più. Lui è solo e non vuole vederla più. Vede gli animali, ride da morire, poi li spara o li uccide, si ferma e se ne va. Io sono rimasto con sua moglie. Hi, hi, hi, hi, hi, ridiamo entrambi da morire e lo cerchiamo. Però mi sono reso conto che presto, soprattutto se convinco anche altri, uccideranno tutti gli animali dell’isola. Ho cercato di convincerli, di farli smettere, ma non ci sono riuscito.
JEAN ALAIN : (cercando di intervenire) Signor Harasov …
IVAN HARA?OV : Mi lasci raccontare, hi, hi, hi, hi! Si rende conto che in quanto al lavoro, non se ne parlava nemmeno. Noi, come boilogi, abbiamo l’obligo di mantenere l’equilibrio del sistema ecologico, però, da due anni, noi non facciamo altro che ridere e uccidere gli animali. L’intero sistema ecologico del paese è in pericolo. È per questo che sono venuto da Lei. Dobbiamo fermarli. E che cosa facciamo con loro, con i miei amici? Perché lui è riuscito a convincere anche i biologi della base vicina. E ridono tutti da morire. Hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi! È per questo che sono venuto da Lei.
SPETTATORE 1, 2, 3, 4, 5 : (ridono nella sala)
JEAN ALAIN : Come si chiamano i suoi amici?
IVAN HARA?OV :  (non riuscendo a trattenersi dal ridere) Tao Fucuda, gli sposi Fucuda. Hi, hi, hi, hi!
JEAN ALAIN : (scrivendo) : Quanti biologi si trovano all’altra base?
IVAN HARA?OV : (smettendo di ridere): Dieci, tutti uomini.
JEAN ALAIN : (suona. Entra il suo assistente): Signor Harasov, passi per favore nell’ufficio vicino. (da solo, con l’assistente) Ascoltami. Cerca di sottoporlo a qualche test. Prima di tutto al testo di memoria e di attenzione. Poi al testo Colerius. Se i risultati non sono normali, lo ricoveriamo. Mandami la segretaria. (l’assistente entra nel laboratorio. Arriva la segretaria).
JEAN A.LAIN : (sta in piedi, vicino alla scrivania): La prego di telefonare al Ministero Forestale e di cercare di sapere qualcosa dull’attività dei biologi della base di ricerche ecologiche in montagna. Dica loro che abbiamo delle prove che i biologi hanno cominciato a sterminare gli animali. Se confermano tutto, vorrei che gli sposi Fucuda fossero portati qui per analisi.
LA SEGRETARIA : (ttornando) Certo, dottore.
JEAN ALAIN : (molto preoccupato): E un’altra cosa, La prego. Gli sposi Fucuda non devono sapere che saranno portati in una clinica di psichiatria.
LA SEGRETARIA : Ho capito, dottore. (esce).
JEAN ALAIN :  (resta in piedi, pensieroso. Accende una sigaretta. Cammina facendo passi grandi nella stanza).
L’ASSISTENTE : (che entra con i risultati) I risultati sono assolutamente normali, dottore. Le funzioni psichiche sono normali. Che cosa facciamo, lo lasciamo andare via?
JEAN ALAIN :  (che verifica il test) Lo lasciamo andare. Ma non prima di chiedergli l’indirizzo dove può essere trovato. Oppure, chiedigli di ritornare la settimana prossima. M’interessa il caso. Strano.
IL SECONDO ATTO
 Dopo una settimana. L’ufficio del ministro dell’Economia. Il ministro si trova alla scrivania, in mezzo a tanti dosser. Entra il viceministro, Stefan Desay.
STEFAN DESAY : La disturbo, signor ministro?
IL MINISTRO : No, no, siediti, caro mio, aspettavo proprio te. Mi hai portato il bilancio del trimestre scorso? Qual è la situazione?
STEFAN DESAY : (che si è seduto accanto su una poltrona) Tutto va benissimo, signor ministro. Un superamento di bilancio che non abbiamo previsto (mettendo sulla scrivania del ministro i documenti). Sarà una vera sorpresa per Lei …
IL MINISTRO : (leggendo i documenti): Oh la, la … (dopo qualche tempo). Ma è impossibile. Ti prego di verificare di nuovo. Credo che si tratti di uno sbaglio di computer, oppure di cifre false. Impossibile.
STEFAN DDESAY : È inutile, signor ministro. Ho gia verificato. Quando ho visto le cifre non ho potuto credere ai miei occhi, e allora ho verificato i dossier. Non era stato fatto nessun erore. E le cifre del bilancio sono vere.
IL MINISTRO : (alzando gli occhi. Irradia di gioia): Allora tutto va benissimo! Dopodomani farò un completo rapporto al Primo Ministro che si congratulerà con noi. (si frega le mani per la soddisfazione) (dopo qualche tempo) Eppure, verifichiamo ancora una volta. Metti il sistema di controllo in funzione.
STEFAN DESAY : Inutile. L’ho già fatto. Sono state fatte tre verifiche con molta attenzione (ridendo). Io direi di pensare al miglior modo di festeggiare questo avvenimento e di farlo noto a tutti. Hi, hi, hi, hi!
IL MINISTRO : (con sempre più buonumore. Suonando) Caro mio, non dobbiamo rallegrarci troppo presto. Prendiamo tutte le misure di prevenzione prima di cantare il successo.
LA SEGRETARIA (entra portando un vassoio con una bottiglia di brandy e bicchieri. E, naturalmente, delle sigarette)
STEFAN DESAY : Ho preso tutte le misure di prevenzione, signore. Siamo invincibili.
IL MINISTRO : (la segretaria esce. Brindano): Allora, brindiamo (pausa). Ma, caro mio, non posso capire come mai la produzione sia due volte piu grande di quello che abbiamo pianificato. Hai fatto tui qualcosa? È stato introdotto qualcosa di nuovo nell’economia? Io non posso ancora crederci.
STEFAN DESAY : (ridendo) Hi, hi, hi. Neanch’io ci posso credere, signor ministro. In questo periodo sono state introdotte nel processo tecnologico solo 5 invenzioni. Quasi niente. Eppure, la produzione è due volte piu grande.
IL MINISTRO : (diventando serio): Ma tu, come te lo spieghi?
STEFAN DESAY : S’immagini che neanch’io ho trovato una spiegazione giusta. Praticamente non ne conosco le cause.
IL MINISTRO : (inquietarsi): E allora che cosa facciamo? Se si tratta di un inganno? Qualcuno vuole ridere di noi ?
STEFAN DESAY : Signor ministro, Le ripeto, tutto corrisponde al vero.
IL MINISTRO (guardando di nuovo i documenti): Vedo che le firme sono autentiche. Aiutami a capire. Dobbiamo essere prudenti, caro mio. (legge con grande attenzione i documenti)
STEFAN DESAY : Come me lo spiego io, signor ministro? Si ricordi che anche nel trimestre passato abbiamo superato una volta e mezzo la produzione e nessuno si è meravigliato. Adesso la produzione è due volte più grande. (Nel fra tempo, dall’ufficio vicino si sentono delle risate. Poi le risate sembrano sempre più lontane. I due si rallegrano.) Perché dobbiamo meravigliarci? Molto bene. Questo vuol dire che abbiamo un’economia efficiente, sana, il tenore di vita degli abitanti e l’esportazione saranno sempre più grandi.
IL MINISTRO : Ma dobbiamo trovare le cause, no? Perché così potremo usare queste cause per stimolare lo sviluppo della produzione, dell’efficienza. Convoca, ti prego, una commissione per analizzare le cause dello sviluppo della produzione. (si sentono risate da un altro ufficio).
STEFAN DESAY : Me ne occuperò oggi stesso, signor ministro. Ma mi lasci spiegarLe il mio punto di vista. Il problema mi ha interessato dal primo trimestre. Sa che cosa mi hanno riferito i direttori di imprese durante l’incontro di due mesi fa? Io volevo sapere che misure avevano prese perché la produzione fosse una volta e mezzo più grande. Ed ecco la loro risposta. Hi, hi, hi, non ci potrà credere. Uno dei direttori mi diceva: signor ministro, non abbiamo fatto niente. Abbiamo soltanto notato che gli operai avevano uno strano buonumore, ed io non ho fatto altro che stimolarlo sempre di più. Nelle fabbriche la gente non lavora più corrucciata, attenta, ma sorride sempre. Un buonumore cintagioso regna dappertutto. E allora ho ordinato di stimolarlo.
IL MINISTRO (alzandi gli occhi dai documenti): E Lei ci crede? Hm … (si sentono risate dalla strada).
STEFAN DESAY : Sono convinto (ridendi lievemente).
IL MINISTRO : Hm, può darsi. Può darsi che il buonumore contribuisca alla crescita della capacita di lavoro dell’uomo, dell’efficienza … È normale. Ma due volte, caro mio, mi sembra esagerato.
STEFAN DESAY : (ridendo): Hi, hi, hi! Eppure è vero, signor ministro. Vita lunga! Questo trimestre la produzione sarà tre volte più grande. Parola d’onore. Hi, hi, hi, hi!
IL MINISTRO : (ridendo anche lui): Mi auguro che tutto questo si verifichi! (dopo qualche tempo) Se fosse cosi, sarebbe meraviglioso. Figurati se avessimo investito due volte di più la produzione non si sarebbe raddoppiata.
STEFAN DESAY :  (ridendo) Hi, hi, hi! Ci credo. Ci credo, signor ministro.
IL MINISTRO : (fregandosi le mani) Caro mio, se tutto è vero, è magnifico. Di’ a tutti i superiori delle imprese economiche di coltivare il riso. Hi, hi, hi, hi! Non ci avrei mai pensato. Guarda, per quano io abbia studiato molto l’economia, per quanto abbia cercato di scoprire stimoli per lo sviluppo economico, non avrei mai pensato a questo. Ma senti, il riso. Il riso! Ti fa proprio ridere! Hi, hi, hi, hi!
STEFAN DESAY : Hi, hi, hi, hi! Questo trimestre tre volte più grande, signor ministro. Vedrà, hi, hi, hi, hi, hi!
IL MINISTRO : (giudicabdo): Se questo trimestre e anche l’ultimo va così, vuol dire che quest anno sarà il miglior anno economico della storia del paese. La produzione di quest’anno sarà uguale a quella degli ultimi cinque anni. È straordinario (fregandosi le mani).
STEFAN DESAY : Hi, hi, hi! Le prometto, signor ministro. Questo trimestre la produzione sarà tre volte più grande, e nel quarto quattro volte.
IL MINISTRO : (allegro): Sarebbe magnifico! Tante belle cose! Mi hai portato una grande notizia oggi, caro mio!
STEFAN DESAY : Hi, hi, hi! Penso che non siamo solo noi felici, signor ministro. A quest’ora sono felici milioni di persone del paese.
IL MINISTRO : (alzandosi) Hai ragione, caro mio. Pensiamo prima alla gente. Vuol dire che quest’anno il tenore di vita sarà più grande.
STEFAN DESAY : Ma certo.
IL MINISTRO : (ridendo) Allora dobbiamo pure pensare a qualche onorificenza (gli fa l’occhiolino).
AMBEDUE : (ridono pieni di soddifazione. Da fuori si sentono delle risate).
IL MINISTRO : (riempendo i bicchieri) Allora, caro mio, ancora una volta, salute! Spero di non arrabbiarti con me se verifico io stesso (lo conduce fino alla porta ridendo).
STEFAN DESAY : Le dico ancora una volta. E impossibile che ci sia qualche errore. (esce. Il ministro rientra raggiante di gioia).
IL MINISTRO : Hm, accidenti! Non ci avrei mai pensato. Vuol dire che questo sarà il mio miglior anno. Me ne devo occupare e scrivere un libro. Una nuova teoria economica.
(Nella sala gli spettatori 1, 3, 6, 8 ridono in un modo irritante).
IL TERZO ATTO
 Dopo una settimana. L’ufficio dello psichiatra Luis Pastel. Lo psichiatra è anziano; porta occhiali ed è calvo. Sono le 8 del mattino. Cammina nell’ufficio con le mani dietro, aspettando i pazienti. Entra una signora non troppo giovane.

LA SIGNORA : Buon giorno, dottor Luis Pastel! Posso entrare?
LUIS PASTEL : Si, si, entri pure, signora! (Le chiede di sedersi sulla poltrona davanti alla scrivania, mentre lui si siede sulla sedia. Aprendo il quaderno). La ascolto, signora.
LA SIGNORA : (che è inquieta): Dottore, Le chiedo il suo aiuto in un problema molto discreto. Si tratta di mio marito, che è impiegato. Due anni fa non so che libro abbia letto, ma per due settimane me ne ha sempre parlato. Era molto entusiasta. Però a quel tempo non me ne importava affatto. Ma d’allora in poi, dottore, mio marito è completamente cambiato. All’inizio, non molto. Ha avuto un periodo di silenzio. Sembrava riflettere, non partecipava alle discussioni, sembrava un altro uomo. Più riservato, più saggio, giudicava con superiorità, ne ero contenta. Poi, da questa superiorità ha cominciato a mostrare una certa ironia nei confronti di altre persone. Fino a qui niente di strano. Ma dopo qualche tempo ha cominciato a prendere in giro sempre più persone. Molti amici lo hanno lasciato. E questo non gli faceva del male, anzi lo rendeva felice. Ha cominciato a prenderli in giro. Diceva che uno era così, che un altro così, che uno faceva colà. All’inizio rideva come tutti gli altri e poi si fermava. Poi ha cominciato a ridere sempre di più. Ridevi anch’io con lui perchè era spiritoso. Però questo riso è presto diventato insopportabile. Quando me ne sono resa conto era troppo tardi. Prende in giro tutta la gente. Nessuno gli parla più. Mentre cammina sulla strada o si affaccia alla finestra ride da morire. All’inizio era ingrassato. Il riso ingrassa. Poi ha cominciato a dimagrire perchè a causa del riso non può neanche mangiare. La semplice presenza di una persona gli provoca il riso, ride da morire. Comincia a lacrimare, a soffocare, ma non si può fermare. (nel fra tempo si sentono risate dalle strade).
LUIS PASTEL : (guardandola con molta attenzione): Non si preoccupi, signora! Due settimane fa un mio collega, il dottore Jean Alain, se ha mai sentito il suo nome, si è fatto notare con alcuni lavori molto importanti. È stato un mio studente. Si, e mi ha raccontato un caso simile. I testi, le analisi del caso hanno dimodtraro che il paziente era normalissimo. Perciò, non si deve spaventare.
LA SIGNORA : (che è sempre preoccupata, parlando in fretta): Ma, dottore, non possiamo più vivere così. S’immagini una macchina da ridere. Se esce nella strada ride da morire e la gente lo guarda con stupore. Non gli posso chiedere di andare a fare le spese, non può andare da nessuna parte. Lo tengo chiuso in casa. Ho serrato la finestra dalla strada perché la gente non possa vederlo. Ho chiuso a chiave la porta perché non esca. Perché non si faccia del male, ho dovuto trasformarlo in un sequestrato, dottore, un prigioniero!
LUIS PASTEL :  (camminando serio, le mani indietro): Si, signora, è davvero doloroso. Però il riso stesso non è grave, ma il significato che Lei e la gente attribuisce al riso, le misure che sono state prese. (nella sala gli spettatori 1, 2, 3, 4, 5 ridono contaminando tutti). Non è stato il riso a renderlo prigioniero, ma voi, la gente. Ed è per questo che è grave. (dalla strada si sentono risate).
LA SIGNORA : (suplicando): Mi dica allora Lei, dottore, che cosa devo fare? Ho paura, sono disperata … Se solo lo vedesse!…
LUIS PASTEL : Vorrei vederlo. Parlargli. Sono convinto che ci sbagliamo nei confronti di queste persone. Il dottor Jean Alain non ha preso neanche lui delle misure contro il biologo che rideva. Dobbiamo soltanto non considerare questo così importante, non dobbiamo guardarli come dei malati perché allora diventano davvero malati. Dobbiamo far finta di non osservare, non prendere in considerazione questa cosa. Vorrei che Lei mi accompagnasse a vederlo proprio adesso, parlargli, non vorrei chiamarlo in clinica.
LA SIGNORA (si è voltata e guarda il dittore camminare agitato nella stanza): Ma l’ho portato con me, dottore. È qui, fuori.
LUIS PASTEL : Come? L’ha già portato in clinica?
LA SIGNORA : Si, non si preoccupi, lui non sa perché lo abbia portato qui. Gli ho detto che andavo dal medico e gli ho chiesto di accompagnarmi.
LUIS PASTEL :  (andando dietro alla scrivania) Va bene, lo porti qui.
LA SIGNORA (si alza e va ad aprire la porta. Fuori si sentono scoppi di risa. La signora resta per un momento immobile, poi lo chiama. Chiude la porta. Sembra distrutta).
L’IMPIEGATO : Hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi,! (si piega per il riso). Ecco, hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi, ecco, ancora hi, hi, un uomo, hi, hi, hi, hi, hi, hi! (gli spattatori 1, 2 ridono nella sala quando vedono l’impiegato).
LUIS PASTEL :  (spaventato anche lui) Signore, signore …
LA SIGNORA : Romanenco!
LUIS PASTEL : (battendolo sulla spalla) Signor Romanenco, La prego di controllarsi, per poterci scambiare qualche parola.
L’IMPIEGATO : (che non si può fermare): Hi, hi, hi, hi, hi, hi!
SPETTATORE 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 : Hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi!
IL QUARTO ATTO
 L’ufficio del dottore Luis Pastel. Il dottore si prepara ad esaminare signor Romanenco che ride in un modo grottesco. Parlano. Non s’intendono. Il dottore sembra a volte confuso, poi ride. Si sentono risate dalla strada, scorrendo come un fuime che cresce. Dall’ufficio del dottor Pastel, che dà sulla strada, si vede dalle finestre e dalla porta aperta una dimostrazione. Rumori, grida, risate, strilli, come in ogni dimostrazione. S’indossano dei cartelloni, un uomo ne ha alcuni sul petto. Su una specie di drappo si vede una faccia sfigurata ridere, sembrando di essere vecchia come il mondo. Si sentono grida selvagge, evviva il riso, ridete, ridete, ridete. Spettatori 1, 2, 3, 4, 5 ridono nella sala. L’impiegato Romanenco e sua moglie ridono da morire. Il dottore è spaventato, ma ride anche lui. Romanenco lo indica col dito, ridendo da morire. Il dottore ride con una faccia sformata, in un modo funambolesco. Alcuni manifestanti che portano un cartellone su cui si vede un morto che ride (il simbolo della morte) entrano nell’ufficio vestiti da arlecchini, mascherati, saltellando ed emmettendo grida di gioia, imitandi gli animali. Prendono il dottore e lo buttano per terra. Abbracciano la signora Romanenco e suo marito e li gettano in alto. Alcuni prendono signora Romanenco sulle spalle e corrono nell’ufficio. Gridano, scandando: evviva il riso, chi non ride è il nostri nemico. Signora Romanenco grida, dondola le braccia provocando il riso nella sala. Immagine grottesca di carnevale, come la fine del mondo.  La dimostrazione scorre verso la strada, le risate si sentono sempre più lontane, i manifestanti portando sulle spalle gli sposi Romanenco spariscono. All’improvviso si fa silenzio. Il dottore che si trova a terra cerca di alzarsi.
IL DOTTORE (stropicciandosi gli occhi. Cercando di capire): Dio mio, ma che cosa è stato questo? Sono diventati pazzi tutti quanti! Uuu! (Fa quattro passi in modo comico nell’ufficio, senza ritrovarsi. Poi comincia anche lui a ridere. Spettatore 1, 2, 3, 4 ridono contaggiando tutta la sala).
IL DOTTORE: Non è per niente male … Magnifico spettacolo. Nessuno ha immaginato una cosa simile … Ci vado anch’io … Hi, hi, hi … (esce, suggerendo che va alla dimostrazione).
                                                                ATTO V
 
             (Un appartamento ben ammobiliato che  dalla biblioteca che copre tutte le pareti potrebbe appartenere ad un uomo di cultura. Il pedagogo Henri Coman, sua moglie, Elisabeta Coman, i loro figli, studenti all’Università. Tutti guardano la TV aspettando un annunzio.               
              Nella strada si sente la folla che irrompe ridendo).
HENRI COMAN: E tuttavia non posso crederci.
ELISABETA COMAN: Mio caro, sono stata proprio io a sentirlo. Il premio Nobel per la pace è stato assegnato al pedagogo Henri Coman. Hi, hi, hi, hi !
HENRI COMAN: Appunto per questo non posso crederci. (però gli occhi gli brillano di gioia). Il mio lavoro è di tipo pedagogico.
UN FIGLIO: Finora nessun pedagogo ha mai ricevuto il premio Nobel.
L’ALTRO FIGLIO: Ma se il lavoro è molto importante e porta una concezione nuova, umanistica nell’educazione promuovendo un’educazione nello spirito della pace, dell’armonia… Conoscendo il libro questo premio mi sembra molto probabile. Hi, hi, hi.
HENRI COMAN: E a che ora l’hanno annunciato, Elisabeta?
ELISABETA COMAN: Al telegiornale delle 18. Stavo giusto spolverando la biblioteca quando ho sentito la notizia. All’inizio neanch’io non ci ho potuto credere. Però l’ho sentita con le mie proprie orecchie. Hi, hi, hi, hi.
HENRI COMAN: Forse te lo sei immaginato, però ricordatelo.
ELISABETA COMAN: No mio caro, l’ho sentito di sicuro.
UNO DEI FIGLI: Eppure io non ci credo.
L’ALTRO FIGLIO: Ma sei proprio un cretino. Non hai neppure letto il libro e ti pronunci. (a suo padre) È possibile Papa, il tuo lavoro è rivoluzionario nella pedagogia. Il lavoro porta una concezione nuova sull’educazione, sull’uomo. E il più ardito lavoro nel campo della pedagogia, il più umano e soprattutto il più efficace. Le tue idee sono entrate da molto tempo nelle nostre scuole, e adesso si diffonderanno nelle scuole del mondo intero. (Spettatore 1, 2, 3 ridono).
L’ALTRO: Hi, hi, hi, hi, mi fai ridere.
ELISABETA COMAN: State tranquilli, miei cari, e non vi prendete più in giro. Inoltre mancano solo cinque minuti fino al telegiornale. Devono annunciare. (Risate grottesche, minacciose sulle strade).
L’ALTRO: Hi, hi, hi, hi, il più ardito lavoro, il più importante … Ecco, io sono stato d’accordo fin dall’ inizio con l’idea che papa è un gran sognatore. Ih, ih, ih.
HENRI COMAN (sorridendo): Fatela finita per favore e non litigate più !
L’ALTRO: Va bene, ma questo non impedisce che il lavoro sia il migliore. Anzi, al contrario.
UN FIGLIO: Hi, hi, hi, hi. Un lavoro nel quale si afferma che l’uomo impara meglio ridendo . Nel quale si afferma che ridendo l’uomo si adatta meglio all’ambiente, cresce meglio, in un ambiente in cui si ride. Questo chiami tu una concezione nuova nella pedagogia? Permettimi di ridere, mio caro, hi, hi, hi, hi, hi, hi.
L’ALTRO: Vuoi fare il gradasso. Lo sai che a papa piace la polemica ed il riso. Adesso me ne rendo conto, hi, hi, hi, hi.
HENRI COMAN (guardandoli): Eccoli come ridono! (cominciando a ridere anche lui, di buon umore, soprattutto perché non dubita che gli è stato attribuito il premio Nobel. Vuole soltanto sentirlo di persona). Hi, hi, hi, hi, guardali Elisabeta, come fanno i bambini.
UN FIGLIO : Una pedagogia nella quale si ride. Come se fossimo al circo. Ih, ih, ih, ih.
L’ALTRO : Ma ricordati che tu stesso hai utilizzato questa pedagogia ed i risultati sono eccelenti. Li abbiamo provati entrambi mio caro. L’efficacità è totale.
UN FIGLIO: Hi, hi, hi, hi, mi fai ridere. Una pedagogia che ti fa ridere. Non vai più al circo, sei sempre allegro.
L’ALTRO : Si, però questo stato di allegria, questo sottofondo psicologico di gioia determina l’assimilazione di una quantità maggiore d’informazione, poi l’efficacità formativa è maggiore.
ELISABETA COMAN : (ridendo discretamente): Poi, pensaci mio caro, che effetto ha il libro sulla società. La gente è più allegra, di buon umore, le famiglie più armoniose, la criminalità è diminuita, l’efficacità della nostra economia è aumentata.
UN FIGLIO : Hi, hi, hi, come riderà la gente.
HENRI COMAN (ridendo anche lui): Ma è proprio questo ciò che mi sono proposto (danno l’ora esatta).
ELISABETA COMAN : Eh, fate silenzio ragazzi, ascoltiamo. (Si fa silenzio. Uno dei figli ride sotto i baffi, trasmettendo il riso anche a Henri Coman. Si danno alcune notizie).
L’ALTRO: Sst … (Fuori si sentono risate che provengono da tutte le parti).
L’ANNUNCIATORE : L’agenzia d’informazioni CTK annuncia l’assegnazione del premio Nobel per la pace al noto pedagogo Henri Coman. Henri Coman è l’autore di una nuova concezione educativa, la cui efficacità è superiore a tutti i sistemi di educazione. Questa maniera di far educazione, preconizzata dal dottor Coman, cambierà nel futuro l’atmosfera nelle classi, formerà un uomo più aperto, più libero, più sano, creerà un mondo più felice.
TUTTI : (si alzano e abbracciano Henri Coman. Spettatore 1, 2, 3 ridono).
ELISABETA COMAN : (abbracciandolo): Congratulazioni, mio caro, sono molto felice. Hi, hi, hi, hi.
I DUE FIGLI : (prendendolo tra le braccia): Bravo papa, bravo papa! (Dopo che l’euforia passa Henri Coman si libera, ride smodatamente).
HENRI COMAN : Ho ricevuto il premio Nobel. Hi, hi, hi, hi. E pensare che ciò non mi ha nemmeno sfiorato per la mente, hi, hi, hi, (rimettendosi). Avevo in testa questo lavoro da vent’anni, però ho avuto paura di scriverlo, hi, hi, hi, ho avuto paura che la gente rida di me. Hi, hi, hi, e adesso mi hanno assegnato il premio Nobel, hi, hi, hi, hi.
I DUE FIGLI : Hi, hi, hi, hi, (ridono tenedosi la pancia tra le mani).
UN FIGLIO : Ciò che conta è che abbiamo ricevuto il premio Nobel, tutto il resto non vale più niente, hi, hi, hi, hi.
L’ALTRO : Il premio Nobel nella nostra casa ! Neanche Dio avrebbe osato entrarvi, ed eccolo, il premio Nobel, hi, hi, hi.
ELISABETA COMAN : Hi, hi, hi, ridiamo nello spirito della pedagogia, hi, hi (abbracciando Henri Coman). Ti amo ridendo mio caro.
HENRI COMAN (ridendo anche lui sconvolto): Hi, hi, hi, hi.
SPETTATORE 1, 2, 3 : Hi, hi, hi.
UN FIGLIO: Hi, hi, hi, hi. Ma stai a vedere come rideremo quando questa pedagogia del riso sarà essa stessa oggetto di riso, hi, hi, hi, hi, hi.
           Sei mesi dopo. Una riunione dei membri del Consiglio dell’Istituto Nazionale di antropologia. Tutti sono professori universitari, scienziati con una vasta attività, noti nel mondo degli scienziati.
           Sulle strade si sentono risate bizzarre, grottesche, chiare.
IULIU PISARO: il presidente del Consiglio, CEZAR VERDI, EMANUEL BRUNO, ELENA CATINA.
IULIU PISARO: Il tema di questa seduta del Consiglio nazionale di antropologia è stato annunciato tre mesi fa. Ci proponevamo allora di dibattere dal punto di vista antropologico l’uomo, analizzato soprattutto nel momento attuale, in correlazione con questo fenomeno psico-sociale, che ha invaso l’intera società: il riso. Abbiamo ricevuto i rapporti della commissione di studio del nostro Istituto, conosciamo la situazione, vediamo adesso a quali conclusioni finali siamo giunti.
CEZAR VERDI: Mi permetta, signor Pisaro, di prendere la parola per primo. Infatti, questo fenomeno ha registrato un’ampiezza particolare negli ultimi tempi nella nostra società, e il fatto il più importante è che questo fenomeno cominci a diffondersi nel mondo, ad avvolgere l’intera società attuale. Questo fenomeno mi ha preoccupato sin dall’inizio e mi sono dedicato a studiarlo con tutta l’attenzione e con tutta la passione. L’antropologia si trova nel seguente dilemma: questo fenomeno che ha conquistato la società intera, è apparso spontaneamente, così come un’esplosione, oppure è apparso lentamente e ha le sue radici ben fissate nella storia?
          (Spettatore 1, 2, 7, 8, ridono in sala)
EMANUEL BRUNO: L’uomo ha riso da sempre, signor Verdi.
CEZAR VERDI: Ma è proprio quel che cerco io di mettere in risalto, che apparentemente esso sarebbe un fenomeno di data recente, però in essenza questo fenomeno ha le sue radici ben fissate nella storia dell’umanità, nella società umana, nell’essere umano.
ELENA CATINA: Sono pienamente d’accordo con Lei.
CEZAR VERDI: Mi permetta, signora Catina. Infatti, questo fenomeno è apparso d’un tratto, come un’esplosione ; all’inizio il fatto ci ha intrigati, specialmente gli psichiatri, ci ha spaventati possiamo dire, poi abbiamo osservato che non c’era nulla di male in questo. Gli psichiatri si sono calmati. Io mi domando, e nello stesso tempo affermo, che non si tratta di un fenomeno che appare d’un tratto, spontaneamente, al livello dell’intera società, ma di un fenomeno millenario, con un’evoluzione storica, continua. Il fenomeno attuale non è altro che il millenario fenomeno psicologico del riso, che dopo accumulazioni quantitative di millenni ha realizzato il salto qualitativo, e che è il fenomeno sociale del riso del momento attuale. (Al piano di sopra si sentono risate morbose).
ELENA CATINA: Mi scusi, ma il riso è sempre stato non solo un fenomeno psicologico ma ha avuto anche carattere sociale.
CEZAR VERDI: E così senz’altro, cara collega, il riso ha sempre avuto un carattere sociale, però adesso questo carattere ha acquistato delle proporzioni insolite, si è diffuso nell’intera società, simile ad un’epidemia, il riso è diventato un cosmo sociale, culturale.
ELENA CATINA: Sono d’accordo …
EMANUEL BRUNO: E quali sarebbero secondo Lei le cause?
CEZAR VERDI: La prima causa mi sembra essere quella dell’evoluzione della specie umana, dell’essere umano. Infatti possiamo stabilire questi tre livelli di evoluzione. L’animale non ride. L’uomo ride perché è superiore all’animale. In altre parole il riso è il segno dell’evoluzione, con cui misuriamo l’evoluzione dell’essere umano. Poi l’uomo ha riso durante tutta la storia, un riso che si è mantenuto ad un certo livello, in conformità con le condizioni sfavorevoli della storia attraversata dall’uomo. Adesso questo fenomeno ha registrato un salto qualitativo. Adesso non dobbiamo cercare assolutamente di vederlo, di misurarlo, perché questo processo è di lunga durata, e appena dopo molto tempo ci renderemo conto del progresso umano. (Spettatore 1, 3, 4 ridono irritando gli altri).
ELENA CATINA: Ma, signor Verdi …
CEZAR VERDI: La seconda causa che in realtà deriva dalla precedente, oppure è ciò che ha provocato la manifestazione della prima causa è stato il fatto che nell’ultimo secolo grazie allo sviluppo tecnico-scientifico, grazie al miglioramento continuo del livello di vita, l’essere umano è stato sempre più felice. Un essere che si è realizzato sempre di più, più profondamente. Essendo spariti i fattori di stress, i fattori che portavano sofferenza all’uomo, l’essere umano è diventato un essere il cui contenuto, mi sto riferendo alla sua psicologia, è l’allegria, la felicità. Con il passar del tempo, da questa situazione è derivato il fenomeno di proporzioni gigantesche che si è diffuso nella nostra società e che si propaga in tutto il mondo. Queste sono le conclusioni alle quali sono arrivato e credo che da questa prospettiva dobbiamo osservare il fenomeno psico-sociale del riso, e l’evoluzione futura dell’uomo (chiude con enfasi) .
EMANUEL BRUNO: In linee generali, questo è anche il mio punto di vista, credo che stiamo assistendo a un salto nell’evoluzione della società umana, della specie umana, simile al salto dall’uomo primitivo all’uomo civilizzato. Il problema è di analizzare il fenomeno in tutte le sue implicazioni sociali, umane. Sappiamo che la sua comparsa ha provocato un’aumento senza precedente dell’efficienza economica. Che tra qualche anno dovremmo diventare uno dei più sviluppati stati del mondo. Nel campo della ricerca scientifica si sono raggiunti dei risultati ai quali non abbiamo nemmeno sognato. In altre parole il riso induce la crescita della capacità creativa dell’uomo. Dobbiamo seguire dunque il progresso registrato da tutte le funzioni psichiche dell’uomo. La pubblicazione del libro del professore Henri Coman, nel campo della pedagogia, lavoro premiato con il premio Nobel, dimostra che il processo di formazione dell’uomo tramite il riso raggiunge un’efficienza eccezionale. La capacità della memoria cresce più di cinquanta per cento, l’attenzione, la capacità di sforzo dell’intelletto, altrettanto. Questo succede proprio perché le reazioni del metabolismo neuronale, del metabolismo di tutto il sistema biologico si intensificano, producono un funzionamento migliore del sistema nervoso. Possiamo entrarci di più nel nocciolo della questione, se sono queste le conseguenze sul piano psicologico, allora qual è il rapporto tra incoscienza e coscienza e come si modifica in prospettiva questo rapporto. Se il riso è caratteristica dell’umanità, ed esso contrasta con l’animale, l’incoscienza, che è caratteristica degli animali non è che perderà con il riso la sua importanza nella psicologia dell’uomo ? E non sarà la coscienza  quella che si svilupperà di più? Se così sarà non assisteremo in un certo modo allo sviluppo del cervello, sviluppo presupposto ormai da qualche decennio, e alla comparsa di un nuovo neocortex, oppure all’ingrandimento del neocortex? Questa è la domanda che mi preoccupa (Delle risate continue sulle strade). E se subiremo uno sviluppo del cervello non possiamo per caso dedurne  che crescerà anche l’età media dell’uomo, sorpassando i cento anni e raggiungendo i 150, o forse i 200 anni? Assisteremo in altre parole, cari signori, alla nascita di un uomo nuovo nella storia. E se è così, allora possiamo essere sicuri che assisteremo tra poco anche alla nascita di una nuova società, il cui individuo sarà un uomo che penserà differentemente, superiore all’uomo attuale, con un’altra morale, che stabilisce altri tipi di relazione con i suoi simili. Osserviamo che dall’apparizione del riso come fenomeno generale, il clima sociale è cambiato. C’è più serenità, più gioia nel mondo, gli uomini non litigano più, scherzano e ridono tra di loro. La società umana fino a poco tempo fa era diventata una società psicopatica, nevropatica a causa dello stress. Una società nevropatica che, ecco, con il riso comincia a guarire, a riacquistare la serenità che l’uomo aveva perduto a causa di una storia agitata, infelice. Dopo la clamorosa pubblicazione del libro del pedagogo Henri Coman, grazie al quale ci siamo fatti conoscere in tutto il mondo e la nostra pedagogia e il nostro sistema educativo cominciano ad applicarsi in tutti i paesi, è apparso qualche tempo fa il libro dello psichiatra Jean Alain, nel campo della psichiatria, basato ugualmente sul riso. Un libro che è stato tradotto in tutto il mondo ed ha una eco grandiosa. Ho sentito che dopo aver assistito a questo processo economico, di sviluppo senza precedente, il ministro dell’Economia lavora ad una nuova teoria economica basata anch’essa sul riso. Dopo questi quasi due anni da quando abbiamo assistito all’apparizione del fenomeno psico-sociale del riso, il livello di vita è incredibilmente migliorato. La qualità della vita ha portato la scomparsa delle malattie, e sappiamo che adesso gli ospedali sono praticamente deserti, e i medici non fanno più niente. Sono gli incidenti stradali che ci procurano ancora dei problemi, però la tecnica risolverà anche questo problema. (Spettatore 1 ride da solo). In altre parole, questo fenomeno gigantesco ha cambiato, e cambierà da cima a fondo la nostra vita, il nostro modo di pensare e di vivere. La felicità è stata il sogno dell’uomo da migliaia di anni. Cos’è la storia se non la corsa dell’uomo alla ricerca della sua felicità? Però la storia è stata dura e ha portato all’uomo solo infelicità. Ecco che adesso l’uomo ha trovato la sua felicità. L’uomo è finalmente felice ! Il problema della corsa agli armamenti con il quale ci siamo confrontati decine di anni, senza poter mettergli fine, sarà presto risolto dal riso, da questo fenomeno storico. Sono convinto che questo stesso fenomeno condurrà, come lo ha già fatto tra gli individui sociali, allo spegnersi di tutti i conflitti tra gli stati, tra i popoli. Questi impareranno a ridere tra di loro, dimenticando l’omicidio, la Guerra che hanno praticato nel corso della storia e che non possono ignorare; anzi, questo fenomeno condurrà nel decennio seguente alla formazione di quella società umana planetaria, armoniosa ed unitaria. Apparirà così la nazione della specie umana, la nazione dell’uomo. Per la prima volta la specie umana non sarà più disunita, straziata come lo è stata durante tutta la storia. Credo che noi, gli antropologi dobbiamo essere felici di assistere a questo salto qualitativo colossale dell’uomo nella sua esistenza. Tutto ciò che non hanno potuto fare tante religioni, ciò che non ha potuto fare il cristianesimo, ciò che non hanno potuto fare tanti Napoleoni e conquistatori del mondo, ciò che non ha potuto fare nessuna concezione filosofica, nessuna dottrina politica, cioè di condurre al progresso dell’umanità, al suo passaggio in una tappa superiore dell’evoluzione, alla realizzazione dell’unità politica dell’umanità, della specie umana, a tutto ciò, affermo io, condurrà il riso. Questo fenomeno psico-sociale il cui sviluppo non è stato previsto nei decenni precedenti da nessun futurologo. Dal punto di vista dell’antropologia, stiamo assistendo, potremmo dire, alla nascita dell’homo risus. Questo mi ricorda di homo ludicus, tappa che l’umanità ha superato. L’antropologia è in questo momento la scienza più richiesta, avremo moltissime cose da pensare e da fare. Questa è, in linee generali, la mia opinione su questo fenomeno …
ELENA CATINA : Ringraziando i miei due colleghi che hanno parlato prima di me e che hanno così bene presentato, come si è detto così diffusamente, il fenomeno psico-sociale del riso dal punto di vista antropologico, dirò anch’io qualche parola. Dirò solo alcune parole, questo perché i signori professori Cezar Verdi ed Emanuel Bruno hanno puntato quasi tutti gli aspetti, esaurendo l’argomento. Condivido la loro opinione sul fenomeno che ha invaso la nostra cultura e quella di tutto il mondo. I culti come sappiamo trattavano in abbondanza il problema della morte, della sofferenza, della disperazione, del suicidio. Ne avevamo abbastanza, e come se non bastasse che la storia dell’uomo finora fosse piena solo di morte, di tanti morti, la cultura ne è piena, di tanta violenza, di tanto dolore. Ed ecco che da qualche anno, da press’a poco cinque anni, la cultura, la letteratura, la pittura, la musica, in una sola parola tutte le arti hanno cominciate a rasserenarsi. Questo mi dice che proprio da cinque anni fa è cominciato questo fenomeno psico-sociale e non da due anni o un anno fa, come può sembrare a noi. A questo punto io mi chiedo se caso mai non sia cominciato a muoversi da molto tempo , lentamente all’inizio, impercettibilmente, fino a quando è diventato il più importante fenomeno vissuto dall’essere umano.
        Ciò che propongo io, è uno studio più dettagliato ancora e, soprattutto, un approccio da tutti i punti di vista di questo fenomeno. E non mi fermo qui, e dato che è un risultato del progresso dell’uomo, e a sua volta un fattore del progresso, mi domando come può l’uomo utilizzarlo ancora più efficiemente nel processo storico nel futuro. Poi, stimati colleghi avrei da fare ancora qualche obiezione. Il signor professore Cezar Verdi ha affermato che il fenomeno ha delle radici profonde nell’essere umano, nell’incoscienza dell’essere umano, nella storia dell’essere umano. In genere anch’io sono della stessa opinione, però faccio questa domanda : Come il fenomeno è apparso nella nostra Isola, nella nostra società, esso non ha per caso un carattere nazionale, che riguarda gli attributi psicoetnici del nostro popolo? (Risate).
CEZAR VERDI: Mi permetta, signora professoressa, questo me lo sono chiesto anch’io. E il fatto che il fenomeno è apparso per la prima volta nella nostra Isola  deve essere spiegato dalla scienza, nel modo più plausibile possibile. Però, ci chiediamo, come la società capitalistica, il capitalismo, i suoi germi sono apparsi per la prima volta in Italia, questo significa che possiamo tirarne la conclusione: il capitalismo è italiano. Oppure dato che la società comunista è apparsa per la prima volta in Russia, affermiamo: signori, il comunismo è russo? Non lo affermiamo, nessuno lo afferma, in definitivo un fenomeno storico essendo determinato dal punto di vista spazio-temporale esso deve pur apparire su un punto del globo. Ecco la risposta che ho dato: il fenomeno psico-sociale del riso ha inanzi tutto carattere umano, e per ultimo carattere nazionale, come lo dimostra il fatto che esso comincia a diffondersi in tutto il mondo con una velocità straordinaria. Esso appartiene dunque al fenomeno umano nel suo insieme.
ELENA CATINA : Sono d’accordo con Lei, signor professore, ma dobbiamo trovare le cause precise che l’hanno fatto apparire nella nostra società.
CEZAR VERDI : D’accordo. (Ridono tutti)
IULIU PISARO : (parlando alla fine): Stimati colleghi, mi permettano alla fine di tirare le conclusioni d’obbligo risultanti dalla nostra riunione di lavoro. E stato un incontro opportuno, ma la cosa più importante mi sembra essere il fatto che fin dall’inizio abbiamo avuto in genere, tutti lo stesso punto di vista, che abbiamo raggiunto  una visione sul fenomeno umano che ha ultimamente invaso la nostra società. Questo, non perché così lo abbiamo deciso noi, ma perché a questa conclusione ci hanno condotte le pratiche teoriche, epistemologiche, della nostra ricerca. Ma questo ci dice che l’immagine che ci siamo formati di questo fenomeno, dell’essere umano in questo momento storico e le sue prospettive di evoluzione, è tanto più vera, in quanto siamo stati in molti a trarre questa conclusione, indipendentemente uno dall’altro. Dunque la visione che ci siamo creata sul fenomeno psico-sociale del riso è reale. Il fatto che tutti gli antropologi hanno lo stesso punto di vista su questo fenomeno umano è favorevole, dicevo, perché ciò orienterà le nostre ricerche nella stessa direzione, ci risparmierà delle ricerche inutili, del tempo sprecato. Apprezzo il punto di vista della professoressa Elena Catina di studiare il fenomeno da tutti i punti di vista, in tutte le sue implicazioni, di essere più possibile previdenti. In conclusione, dobbiamo essere molto orgogliosi che noi, la generazione di antropologi del momento attuale, abbiamo la missione di studiare il salto qualitativo che vive l’uomo nella sua evoluzione storica.
       Dunque, stimati colleghi, mi permettano di congratularmi con voi, di congratularci tutti, e adesso andiamo ognuno per la nostra strada, per mettere al lavoro i collettivi di studiosi, per metterci noi stessi a lavorare, con un’energia e con un coraggio sempre più grandi. Mi congratulo di nuovo con voi (si alza in piedi) e vi auguro buon lavoro e successo !
TUTTI : (alzandosi in piedi) Grazie. (Cominciano a parlare tra di loro lasciando l’ufficio. Il riso cosmico di fuori si sente ancora più forte. Nella sala gli spettatori 1, 2, 3, 10 si sbellicano dalle risa).
 
                                                              ATTO VII

 
        Otto mesi dopo. Seduta di lavoro del governo condotta dal primo ministro. Si analizza l’attività di fine anno di tutti i settori economici e sociali. La seduta si svolge in un’atmosfera di buon umore, senza nessuna tensione. Si ride moltissimo. Fuori nelle strade si sentono risate).
IL PRIMO MINISTRO : Prego i signori ministri di sedersi. Cominciamo la seduta di analisi dell’attività dei ministeri nell’anno che sta per finire. (Il rumore e le risa cessano). Vorrei che successivamente ogni ministro presenti la situazione del ministero che dirige. Inoltre credo che questa sia la più felice riunione del nostro governo, poiché la situazione è eccelente da tutti i punti di vista:
I MINISTRI : (applaudano. Si ride molto. Spettatore 1, 2, 3, 4 ridono sotto i baffi): Hi, hi, hi, hi, hi, hi.
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA : Egregio signor primo ministro, mi permetta che cominci io come d’abitudine. Sul piano economico la situazione si mostra eccelente. (Ride contento). Da due anni, da quando abbiamo introdotto e utilizzato il riso come manovra di rilancio, di stimolo, abbiamo assistito ad un aumento della produzione in un ritmo che non avevamo mai immaginato di raggiungere, e che nessuna nazione aveva raggiunto. Nel secondo anno, ossia l’anno corrente che finirà fra poco, il ritmo e la produzione sono quattro volte più grandi dell’anno precedente, anche se all’inizio non lo credevamo possibile. È per la prima volta nella storia che lo sviluppo economico si realizza a simili colossali proporzioni. Siamo fieri che questa realizzazione sia riuscita nella nostra nazione, la quale ha così superato tutte le altre nazioni. Attualmente, a due anni dopo l’apparizione del riso siamo la nazione con il più veloce ritmo di sviluppo nel mondo, e questo nelle condizioni degli stessi investimenti. Il paese al secondo posto come ritmo di sviluppo, ha il ritmo due volte inferiore al nostro. Fino a questo punto tutto bene, signori ministri. Siamo felici e ci congratuliamo. Però c’è una cosa che credo che ci preoccuperà nel futuro, e cioè il fatto che il riso come fenomeno sociale cominci a diffondersi in tutto il mondo (a questo punto l’oratore si ferma, si asciuga il sudore sulla fronte con il fazzoletto. Si fa silenzio per un istante. Ride. Nelle strade si sente la folla ridere). Questo condurrà al fatto che moltissimi paesi aumenteranno il ritmo di sviluppo, e io mi domando se non potranno superarci. Perciò propongo che il riso sia ancora più stimolato nella nostra economia, e, adesso mi rincresce, anche se tardi, che la teoria economica che ho fatto pubblicare all’inizio dell’anno si sia diffusa in tutto il mondo, invece di tenerla in segreto.
I MINISTRI : (Applaudano. Alcuni protestano. Poi ridono tutti. Si ride fragorosamente. Spettatore 1, 2, 3, 4 si sbellicano dalle risa).
IL MINISTRO DELLA SALUTE : Egregio signor primo ministro ! Egregi colleghi! Anche nel campo della salute quest’anno si sono ottenuti dei risultati veramente storici.
I MINISTRI : (interrompendolo, applaudono): Bravo, bravo, bravo ! (Gli applausi si trasformano in un forte riso). Hi, hi, hi, hi, hi, hi. Bravo, bravo, hi, hi, hi, hi !
IL MINISTRO DELLA SALUTE : (ridendo anche lui): Così, signori miei, la mortalità, hi, hi, hi, hi, hi, la mortalità è stata ridotta quasi a zero, siamo il primo paese nel mondo !
I MINISTRI : (alzandosi in piedi): Urrà, urrà, urrà (applaudono). Hi, hi, hi, hi !
IL MINISTRO DELLA SALUTE : Il numero delle nascite ha sorpassato ogni immaginazione. Siamo il primo paese come ritmo di crescita di natalità !
I MINISTRI (alzandosi in piedi): Urrà, urrà, urrà ! Evviva la nazione, evviva il popolo umano ! Urrà, urrà … Hi, hi, hi, hi, hi !
IL MINISTRO DELLA SALUTE : La media di età è cresciuta enormemente, e le scoperte nella medicina sono impressionanti ! (si siede).
I MINISTRI (applaudendo): Bravo, bravo, hi, hi, hi, hi, hi!
IL MINISTRO DELL’EDUCAZIONE : Egregi signori del governo. Anche nel campo dell’educazione, come negli altri campi si sono ottenuti dei risultati importanti. La materia che gli allievi assimilavano durante dieci anni, adesso viene assimilata in due anni. Perciò a cominciare dall’anno prossimo la struttura del sistema di insegnamento è stata completamente cambiata. La quantità d’informazione trasmessa alla nuova generazione sarà dieci volte più grande. Vi rendete conto che tipo di persone saranno nel futuro ! (finisce in maniera patetica alzando il braccio).
I MINISTRI : (alzandosi in piedi) Bravo, bravo, bravo!! Hi, hi, hi, hi, hi!
IL PRIMO MINISTRO : Hi, hi, hi, hi, hi, (ride tenedosi la pancia tra le mani).
IL MINISTRO DEGLI INTERNI : (ridendo anche lui, asciugandosi le lacrime. I ministri si calmano un poco): Signore primo ministro. Nel campo della giustizia i risultati sono altrettanto eccelenti. Cosa posso dire? Stiamo vivendo un’epoca d’oro nella storia del nostro paese, nella storia dell’umanità.
I MINISTRI (alzandosi in piedi): Bravo, bravo, bravo, hi, hi, hi, hi, hi!
IL PRIMO MINISTRO : (Nella sala si fa un attimo di silenzio): Egregi ministri, miei cari signori, concludiamo veramente un anno d’oro nella storia del nostro paese. Propongo di festeggiare l’evento con champagne. (Tutti si sbellicano dalle risa).
I MINISTRI : Urrà, urrà, urrà, urrà, urrà. Hi, hi, hi, hi, hi ! (Spettatore 1, 2, 3, 4 ridono fragorosamente).

                                                            ATTO VIII
          Fuori si sente l’eterno riso omerico. La biblioteca del futurologo Li Tai Ne. Il futurologo ha la fronte alta, degli occhiali d’oro e una barba color rame. Legge il giornale. Comincia a ridere sguaiatamente.
LI TAI NE : Hi, hi, hi, hi, hi. Senti cosa dice il comunicato della Seduta del governo. Hi, hi, hi, hi ! Comunicato, senti, a morire dalle risa. (all’improvviso diventando molto serio. Sul suo viso si legge una tristezza bizzarra).
 (Nella sala gli spettatori 1, 2, 5, 8 ridono sotto i baffi).
LI TAI NE : E impazzito questo mondo. Oppure sono io il pazzo ! (Guardando nel vuoto). Comunque credo che non c’è altra soluzione. Forse solo in questo modo riuscirò a svegliare la coscienza umana. (Prende una busta e un foglio e scrive qualcosa. Incolla la busta. Scrive qualcosa sulla busta). Fa quattro passi nella stanza. Guarda dalla finestra. Comincia a sorridere con amarezza, poi a ridere sempre più forte).
LI TAI NE : Hi, hi, hi, hi. Morire dalle risa. Chi se lo sarebbe immaginato che migliaia di anni, hi, hi, hi, hi, hi. Migliaia di anni di storia e poi il riso, hi, hi, hi, hi, hi. Non c’è niente di più comico, di più ridicolo nell’universo. (Tenendosi la pancia). Hi, hi, hi, quanto mi dispiace di non poter smettere di ridere ! Hi, hi, hi ! E tuttavia chi se lo sarebbe potuto immaginare. Nessun futurologo anche pensando miliardi e miliardi di anni. Hi, hi, hi, hi, hi !
LI TAI NE : Ma se ci pensi, finora tutto ha fatto ridere, un’intera storia. Hi, hi, hi. E tutto quello che ci sarà, sarà un riso, un riso gigantesco ! Hi, hi, hi. (va e fruga nel cassetto, ne tira fuori una pistola. Passeggia con la pistola nella mano).
LI TAI NE : Hi, hi, hi, chi l’avrebbe mai pensato. Oh, non credo che qualcuno poteva immaginarselo. Il suicidio come riso, hi, hi, hi e il riso come, hi, hi, hi. (guarda la busta).
LI TAI NE : Ho scritto ciò che avevo da dire. Ho specificato che esso non sia aperto che fra due anni (guarda la busta). Hi, hi, hi, hi, hi! (muovendo la pistola nell’aria).
LI TAI NE : Hi, hi, hi, hi. (portando la pistola alla tempia. Si sente lo sparo. Hi, hi, hi, hi, il suo corpo crolla sul tappeto mentre la bocca gli rimane storta, come se ridesse. Nelle strade si sente il riso diventato sottofondo sonore).
 
 
                                                            ATTO IX
         Due settimane dopo. L’anfiteatro dell’università. Seduti ai loro posti, gli studenti pronti a prendere appunti. Entra il filosofo Herman Herbert, una della più prestigiose personalità nel campo. Nella sala, animazione, allegria, degli studenti ridono sotto i baffi. All’entrata del professore si fa silenzio.
HERMAN HERBERT : Buongiorno, signori miei (sale alla cattedra).
LA SALA: Buongiorno, signor professore! (nelle strade si sente lo stesso riso)
HERMAN HERBERT : (aprendo la borsa e tirandone fuori il corso. Sorridendo): Oggi vi parlerò, stimati ascoltatori, del tema della morte nella filosofia. Analizzerò il rapporto dell’essere umano con la morte, i significati ontologici e gnoseologici di questo concetto in diversi miti, religioni, teorie filosofiche fino ad oggi quando viviamo uno dei più importanti momenti nella storia dell’uomo.
GLI STUDENTI : (alcuni prendono appunti, altri guardano il professore, altri ridono nel fazzoletto, alcuni appena riescono a controllare il riso).
IL PROFESSORE HERMAN HERBERT : Credo che avete saputo dell’evento di qualche tempo fa, su cui si sono fatti molti commenti sulla stampa : si tratta del grande futurologo, di fama non solo nazionale ma internazionale, Li Tai Ne. Dunque mi permettano, stimati ascoltatori, di far riferimento a questo evento con maggiori implicazioni nel mondo del pensare filosofico. Ho conosciuto di persona il grande futurologo, era un uomo di una cultura filosofica vasta e una delle più famose persone che io abbia mai incontrato nella vita. Egli conosceva l’uomo, la vita , la società nei suoi aspetti più profondi, possedeva una mente chiaroveggente, di grande visionario. Ho riflettuto a lungo al suo gesto, il gesto supremo del suicidio, un gesto che veniva da parte di un grande filosofo e ho cercato di cogliere il significato filosofico di questo gesto.

Non sarei arrivato, egregi signori, tanto presto alla conclusione, se qualcosa non mi avesse condotto direttamente alla verità. Ci sono stato io stesso e ho visto Li Tai Ne morto. Vi ricordate come viene descritto dalla stampa e come è comparso anche in T.V. Infatti, quando l’ho visto per la prima volta ho avuto l’impressione che ridesse. Le sue mandibole erano aperte come se fosse vivo e ridesse sguaiatamente.
IL PROFESSORE : (ridendo anche lui)  Hi, hi, hi, hi, hi. Ridete signori miei, ridiamo, perché questo è il più alto gesto con il quale possiamo rendere omaggio alla memoria del  morto! Hi, hi, hi, hi, hi !
GLI STUDENTI : (le risate diventano contagiose)  L’aula ride fragorosamente.
GLI STUDENTI : (si crea ilarità, entusiasmo)  Hi, hi, hi, hi, hi ! (Spettatore 1,5,10,15 ridono nell’aula).
IL PROFESSORE  : (dopo aver riso per qualche tempo. Calmandosi) : Riprendiamo  dunque il nostro corso. Il grande futurologo, come tutti sappiamo si e suicidatò ridendo,  trasmettendoci attraverso il suo gesto un profondo e sconvolgente messaggio. Infatti, attraverso il suo gesto, lui spinge l’uomo a ridere. Anzi, a ridere anche nella morte, così come ride lui. Infatti, è questa la cosa più grandiosa della storia e della riflessione umana, il fatto di ridere nella morte. Il fatto di ridere eternamente oltre la morte.
GLI STUDENTI : (sconvolti per un momento dalle idee del professore) : Hi, hi, hi, hi, hi!
IL PROFESSORE HERMAN HERBERT : (tutto diventa più calmo) : Guardando adesso  storicamente il rapporto essere umano- morte, osserviamo che in tutta la storia l’essere umano è stato terrorizzato dall’idea della morte. Questa paura lo ha portato alla visione di un mondo dell’al di là in cui l’essere umano trovasse la gioia o il dolore meritato, ha portato al sorgere dell’esistenzialismo come grido di fronte alla morte ed ecco che dopo una storia piena di paura, di terrore davanti alla morte si presenta per la prima volta nella storia dell’umanità (alzando la voce in un modo eloquente) un essere, una coscienza che ride di fronte alla morte! In più egregi studenti ride della morte! Ecco il maggiore gesto compiuto nella storia umana!
GLI STUDENTI : (acclamando) : Urrá, urrá, urrá !
UNA VOCE : Evviva Li Tai Ne.
IL PROFESSORE : (ridendo anche lui e aspettando che gli studenti si calmassero) : Ecco  la grande verità che Li Tai Ne ci ha trasmesso. Suicidandosi lui ha riso della morte, l’ha affrontata, l’ha calpestata, dicendoci con questo che l’uomo, l’umanità (alza la voce in un modo oratorio) non deve temere la morte, anzi, ridere di fronte ad essa.
Perché ridendo l’uomo la vincerà! E’questo il cammino che dobbiamo seguire. Vincendo la morte, l’uomo diventerà eterno nel futuro vicino! Diventerà essere eterno, essere immortale.
GLI STUDENTI : (sconvolti ed emozionanti)  Urrá, urrá, urrá !
IL PROFESSORE : Seguendo la strada di LI Tai Ne, a sua memoria, ridiamo per tre minuti. Non ci perdonerebbe se tenessimo tre minuti di raccoglimento.
GLI STUDENTI : (alzandosi in piedi) Hi, hi, hi, hi, hi !
IL PROFESSORE : Hi, hi, hi, hi, hi ! (L’aula trema dalle risate).
UNO STUDENTE : Evviva Li Tai Ne, colui che apre una nuova era nella storia ! perché presto la società umana e l’essere umano saranno eterni !
LA SALA : Hi, hi, hi, hi, hi !
                                                               Atto X

 È già passato un anno dall’atto precedente. Il fenomeno del riso è diventato da molto tempo mondiale, coinvolgendo l’intera società umana del pianeta.
 L’appartamento umile di una famiglia di impiegati. La donna lavora all’uncinetto, l’uomo legge il giornale, il ragazzo legge un libro. Sulle strade lo stesso riso, che sembra scolorito.
NICOLA GAMA : (gettando via il giornale) : Non trovi un articolo da leggere (annoiato). Margrit !
MARGRIT GAMA : (lavorando all’uncinetto, ridendo piano) : Infatti, mio caro, ridiamo tutti e siamo diventati assai monotoni. L’uomo ha riso di tutto, di cose, di fenomeni, dell’uomo, della vita, della morte, adesso ridiamo della monotonia.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, infatti è così, mia cara.
IL BAMBINO (leggendo un romanzo) : Hi, hi, hi, hi, hi. (è un’atmosfera allegra e insipida allo stesso tempo).
MARGRIT GAMA : (lavorando all’uncinetto e ridendo piano) : Sai che impressione ho io ? Che questo fenomeno del riso ci fa più impersonali, ci svuota la vita, che arricchircela, hi, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, hi. Infatti, credo che sia così, mia cara. Ha, ha, ha, ha. Ti ricordi come eravamo felici quattro-cinque anni fa quando avevamo cominciato a ridere. Eravamo veramente felici. Hi, hi, hi, hi, hi, hi.
MARGARIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, hi. Si, si me lo ricordo. All’inizio eravamo molto felici. Eravamo presi da una specie di euforia leggera. Oualsiasi cosa ci faceva ridere. Poi abbiamo cominciato a ridere senza vergognarci. La gente rideva dappertutto. Al cinema, nei negozi, sulla strada. Hi, hi, hi, hi, hi che bei tempi furono i primi anni del riso. Hi, hi, hi, hi, hi ! era come se fosse cominciata una nuova epoca. Questo succedeva quattro anni fa. Poi il riso è cominciato a diffondersi in tutto il mondo.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, figurati il riso propagandosi sul pianeta simile a un’erpete. In questo modo me lo immaginavo io, hi, hi, hi, hi (Spettatore 1,2,3, ridono sfiatati nella sala).
MARGRIT GAMA : A un erpete ? Hi, hi, hi, perché non l’hai detto anche a me per ridere anch’io, ha, ha, ha, ha !
IL BAMBINO : (ascoltando) : A un erpete, hi, hi, hi non ho mai sentito questa parola.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, hi, ma che mi fa ridere. Ti ricordi, dopo i primi due anni di riso, come eravamo entusiasti noi, hi, hi, hi, hi ! Quel pedagogo nostro, come si chiama, a, a, a, a, a, hi, hi, hi, hi, che non me lo ricordo. Come si chiamava ?
MARGRIT GAMA : (tentando di ricordasi) :  Come si chiama ? A, a, hi, hi, hi, lasciamolo stare, continua.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, come se avessimo perso la memoria. Hi, hi, hi, hi, hi, mi sono anche dimenticato di quello che volevo dire, hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi. Dopo i primi anni di riso era come se fossimo arrivati nel comunismo o nel paradiso. Tutti i pedagoghi, tutti gli psicologhi, tutti gli antropologi, tutti i politici, tutti che nemmeno so come chiamarli, avevano cominciato a strombazzare l’inizio di una nuova epoca nella storia dell’umanità, un grande salto qualitativo. Hi, hi, hi, hi ! E noi  lo credevamo. Hi, hi, hi, hi.
IL BAMBINO : (ridendo di loro) : E sarà così papà. Sarà così !
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, queste sono frottole per bambini, hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, perché ridi mio caro, come lo sai tu che non sarà così? Sta’a vedere fra dieci, fra venti anni. Hi, hi, hi, oppure fra qualche secolo !
NICOLA GAMA : Qualche secolo di riso, hi, hi, hi (morendo dal riso). Immaginati un’umanità che ride per qualche secolo, mi fai ridere, Margrit, hi, hi (calmandosi). Ma tu stesso dicevi che dopo aver riso quattro anni senza tregua, il riso ha perso il suo fascino, ci siamo annoiati, ci sentiamo spersonalizzati. Hi, hi, hi non è così ?
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, infatti è così. Forse prima, oppure chissà, se questo non era anche perché eravamo giovani, ci eravamo sposati da pocho te lo ricordi. Hi, hi, hi, hi com fu bello nei primi anni di matrimonio.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, hi, eravamo giovani e matti, per questo, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, hi. soprattutto tu, Nicola. Eri affascinante e avevi un’immaginazione diabolica, hi, hi, hi, hi, ti ricordi, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, i primi due anni furono belli, abbiamo riso da morire.
NICOLA GAMA : A me, all’inizio mi e sembrata una moda hi, hi, hi, io odio la moda e mi rifiutavo di ridere. Ma più mi trattenevo, più scoppiavo più forte. Poi mi sono lasciato andare anch’io. Hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA: Hi, hi, hi, hi, non me ne hai raccontato, io ho riso sin dall’inizio hi, hi, hi, hi, hi (tutto è avvolto in un momento più lungo di silenzio nel quale tutti e due ridono pacatamente. Lei continua a lavorare al crochet, ridendo piano, lui guarda pensoso in giù, ridendo lievemente).
NICOLA GAMA : Ehi, ad ogni modo, furono bei tempi, perché non ammetterlo hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi, hi. Più  tardi nella storia quelli che faranno riferimento a questo periodo lo chiameranno il momento storico del riso, così come fu un’epoca della schiavitù o un momento storico dell’invasione dei popoli migratori. Hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Infatti, oppure come è stato con il cristianesimo. Hi, hi, hi, hi. Il Cristianesimo e il riso, immaginati un libro con questo titolo, non è da ridere da morire, hi, hi, hi, hi hi !
NICOLA GAMA : Il Cristianesimo e il riso, oppure l’Illuminismo e il riso. Hi, hi, hi, hi, hi. Non ridete così forte che fate ridere anche me.
MARGRIT GAMA : (ridendo, calmandosi) : Che bel giorno, hi, hi, hi (dopo un tempo). Senti Nicola, sai a che cosa sto pensando, hi, hi, hi, e quest’idea mi sembra più forte di quella del futurologo che rideva della morte, hi, hi, hi, hi. Ridere della morte, quando l’ho letto sul giornale ho riso da morire. Dunque, la mia idea credo che sia veramente più forte, hi, hi, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, daì dillo !
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, sai perché abbiamo riso noi adesso, caro mio ?
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi perché abbiamo riso ?
MARGRIT GAMA : Abbiamo riso del riso, hi, hi, hi, hi !
NICOLA GAMA : (scoppiando)  Hi, hi, hi, hi, hi. Infatti, Margrit, fin’ora abbiamo riso di tutto ciò che abbiamo o non abbiamo visto, di tutte le cose, solamente del riso non avevamo riso. Hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Dai, ridiamo tutti dal riso ! (scoppiando di nuovo), hi, hi, hi. Credo che se scrivessi un libro oppure un articolo su questa cosa riceverei il premio Nobel. L’idea è più forte di quella del futurologo che ha riso della morte ! Ridere del riso.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, non ti rallegrare, è meglio che nessuno lo senta. Hi, hi, hi, hi, hi, hi. Io penso che ci arresteranno piuttosto che premiarci. Hi, hi, hi, immaginati di essere in prigione, hi, hi, hi, hi, hi …
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hai ragione, mio caro, credo che piuttosto mi arresteranno. Il governo e lo stato non permetterebbero una cosa del genere. Loro stimolano il riso, tutti i governi del mondo stimolano il riso. Hi, hi, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Si dice che ciò porti al progresso umano e alla felicità. Hi, hi, hi, hi. Neanche per sogno ridiamo per ridere. Hi, hi, hi, hi, hi !
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, ridiamo per ridere hai ragione caro mio. Hi, hi, hi, hi, hi. Prima ridevamo per vivere, adesso viviamo per ridere. Hi, hi, hi, hi.
IL RAGAZZO : Hi, hi, hi, hi, hi. Ridiamo per ridere. Che filosofia!  Hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : (calmandosi un po’) : Ad ogni modo è stato un bel momento questo del riso. Ha portato un po’ di rilassamento in questa storia troppo cupa. Hi, hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, è stato, lo dici tu, è stato e noi ridiamo sguaiatamente. Più importante è che viviamo per ridere. Che non viviamo più caro mio, ma ridiamo. Qui siamo arrivati hi, hi, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Comunque, il bello è che non succede un granché, hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi. Parli come se potesse succedere qualcosa. Tu non vedi che la monotonia è diventata generale, e che non succede più niente? Non succede più niente, caro mio e noi ridiamo del fatto che non succede niente, hi, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Si ride non lo vedi, ha, ha, ha. Perché debba succedere qualcosa che ci faccia ridere quando possiamo semplicemente ridere, hi, hi, hi, hi ! Prima ci occorreva qualcosa che ci facesse ridere hi, hi, hi, adesso ridiamo e basta. Adesso ci occorrerebbe qualcosa che ci faccia smettere. Hi, hi, hi, hi ! Senti tu, qualcosa che ti faccia fermare dal ridere. Istituissero per questo una polizia e non riuscirebbero a fare nulla. Hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, una polizia che non permetta all’uomo di ridere, ha, ha. Oppure escogitassero un apparecchio, meglio un apparecchio. Hi, hi, hi, hi. oppure alcune medicine hi, hi, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Hai ragione, ma tu non vedi che questo riso ci ha impoverito troppo la vita, l’anima. Mi sento l’anima deserta e vuota, e come se non avessi più corpo. Hi, hi, hi, hi, il riso ci rende privi di sostanza, privi di pesonalità. Tu non vedi che tutta la gente, un intero pianeta, miliardi e miliardi di persone non fanno altro che la stessa cosa ridere, ridere da morire, hi, hi, hi, hi. (Riso degli spettatori 1,2,3 come un triste mugolìo).
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi. Senti, ci rende privi di sostanza, privi di pesonalità, unidimensionali, Margrit mi fai ridere parli come un filosofo. Hi, hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, lo dicevo per dire mio caro e tu ridi di me. Hi, hi, hi, hi. Ma senti, filosofo, mi dai del filosofo, hi, hi, hi. Ahimé Nicola, che cose puoi dire su di me.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi. Ma dimmi tu Margrit come non ridere a sentire simili stramberie. Hi, hi, hi, hi, hi !
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, hai ragione, mio caro. Da quando ridiamo non abbiamo più tempo neanche per pensare, abbiamo dimenticato di pensare. Hi, hi, hi, hi. Non abbiamo più pensato da tempo e quando sentiremo qualcuno pensare ci sembrerà strano, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi, hi. Ma è sempre meglio ridere che pensare. Hi, hi, hi, hi, hi !
IL RAGAZZO : Hai ragione, babbo, hi, hi, hi, è meglio ridere che fare ogni altra cosa. Hi, hi, hi, hi, hi !
MARGRIT GAMA : La verità e che noi ci siamo abituati solamente a ridere e abbiamo dimenticato di fare qualcos’altro, hi, hi, hi, hi. Adesso ci pare difficile fare un’altra cosa, hi, hi, hi, per esempio prepare da mangiare o mangiare, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Hai ragione, Margrit, viene la sera e dobbiamo mangiare. Hi, hi, hi, hi, hi. Dovrai prepare la cena, hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Hi, hi, hi, hi, quando preparo da mangiare rido da morire. Guardo cuocere il cibo e rido. Hi, hi, hi, hi, hi.
NICOLA GAMA : Per colpa del riso, hi, hi, hi, hai ragione, mia cara, il riso fa passare la fame, il riso puo’ sostituire il mangiare, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : (guardandolo) : Hi, hi, hi, hai pensato Nicola, hai pensato, mi fai morire dal ridere. Hai pensato, hi, hi, hi, riderò per tutta la notte, hi, hi, hi, hi.
IL RAGAZZO : Hi, hi, hi, hi, ridere tutta la notte. Questa non l’ho mai sentita, hi, hi, hi!
NICOLA GAMA : Hi, hi, hi, hi. Ha ragione Margrit, hi, hi, hi, sta pensando anche lui, hai sentito, sta pensando, hi, hi, hi, hi, hi. Invece di dormire quando non sai niente di te e non provi nessuna gioia e meglio ridere, hi, hi, hi, hi, hi. Geniale, mia cara, non è geniale ? Hi, hi, hi, hi, hi.
MARGRIT GAMA : Sì, sì, hi, hi, hi, hi !
IL RAGAZZO : Hi, hi, hi, hi, hi, hi.

ATTO XI

Riso universale. Un anno dopo l’atto anteriore. L’ufficio dello psichiatra Jean Alain. Lo psichiatra, fumando pensoso nel suo ufficio. Sono le otto di mattina. Compare la segretaria.
LA SEGRETARIA : Li posso far entrare, dottore ?
JEAN ALAIN : Sì, sì, sono pronto.
IL PAZIENTE : (entra, ha l’aria di un uomo spaventato ) : Hi, hi, hi, buongiorno dottore.
JEAN ALAIN : Buongiorno, signore (invitandolo). Si sieda.
IL PAZIENTE : Dottore, hi, hi, hi non va bene per niente. Adesso mi ricordo, la volta passata mi sono dimenticato di dirglielo. Prima di salire sull’edificio e di guardare la luna, hi, hi, ho avuto la sensazione di allegerezza. Di essere leggero, come se non avessi avuto corpo. Mi sarei innalzato, hi, hi, hi, ho battuto le mani come gli uccelli le ali, niente. E allora mi sarei  … (Spettatore 3,4,5 ridono pietosamente nell’aula).
JEAN ALAIN : Mi scusi, se vuole aspettare un po’ (accende un registratore che si trova sotto la scrivania). Sì, mi dica per favore (rallegrandosi anche lui). Avrebbe voluto  volare, fin’ora niente di anormale.
IL PAZIENTE : Hi, hi, hi, hi quando mi ricordo, mi viene da ridere. Desideravo sollevarmi al cielo, guardavo il cielo e ridevo a crepapelle senza potermi fermare. All’inizio ho provato a salire su un albero, sono salito però era troppo piccolo. Io volevo salire più o sù, nemmeno mi rendevo conto di quello che stavo facendo. Ridevo e non ne sapevo di me. E allora sono salito sull’edificio. Hi, hi, hi, hi, il sole era appena tramontato e sul cielo ho visto la luna, adesso mi ricordo, poiché in quel momento ero fuori di me, hi, hi, hi, hi, non saperne di sé, non mi è mai successo.
Ho levato la testa come un cane che ulula alla luna e ho cominciato a ululare. Poi mi sono messo a quattro zampe e ululavo alla luna, hi, hi, hi, hi.
JEAN ALAIN : Hi, hi, hi, hi, (ridendo con sobrietà),  (si sentono risa venire dal profondo).
IL PAZIENTE : Sull’edificio c’erano anche altre persone, lo stesso sul palazzo vicino. Hi, hi, hi, hi, ma questo non l’ho raccontato, hi, hi, hi, hi. Ho riso, hanno riso da morire anche loro. Poi hanno cominciato anche loro a ululare alla luna come me, hi, hi, hi (calmandosi).
Le gente che si trovava sulla strada, che ci aveva visti come ululavamo simili ai cani, proiettati sul cielo che si era oscurato, all’inizio hanno riso anche loro, credevano che facevamo così per dare spattacolo di noi stessi.
JEAN ALAIN : Ma Lei ha avuto un  momento l’idea che face ciò per far ridere gli altri?
IL PAZIENTE : No, dottore, no.
JEAN ALAIN : Cerchi di ricordarsi. Forse quel giorno no, ma prima, non ha avuto quest’idea ? Si ricordi bene, è importantissimo.
IL PAZIENTE : (ridendo piano, cercando di ricordarsi) : No, no, mi ricordo bene, non ci ho mai pensato. Assolutamente mai, signore.
JEAN ALAIN : (mordendosi le labbra) : Sì, sì…
IL PAZIENTE : (rallegrandosi) : Hi, hi, hi e allora ha cominciato a ridere tutta la strada, tutta la gente che ci stava vedendo. Il riso si è spento  in tutto il quartiere. Quelli che ci avevano visti per primi ululare sul palazzo, hanno cominciato a ululare anche loro. Poi l’ululo si è esteso, stava ululando tutto il quartiere.
JEAN ALAIN : (ridendo) : Hi, hi, hi, hi. Mi immagino un intero quartiere ridere alla luna.
IL PAZIENTE : Hi, hi, hi, hi, un intero quartiere ululava alla luna, dottore, e credo che alla fine si sarebbe esteso in tutta la città, tutta la città avrebbe ululato alla luna se non  fosse diventato buio e se non fosse arrivata la polizia. Hi, hi, hi, hi, …  un’intera città ululando alla luna, come dei cani, hi, hi, hi questa e proprio buona, hi, hi, hi.
JEAN ALAIN : (scoppiando in riso) : Ma, sappia che è accaduto proprio così. Malgrado tutti i tentativi della polizia di far smettere l’urlo, fino al giorno seguente, tutta la gente della città urlò alla luna.
IL PAZIENTE : (scoppiando ) : Hi, hi, hi … Ciò non me lo sarei mai immaginato. Ha, ha … (gli compaiono le lagrime dal troppo ridere).
JEAN ALAIN : Hi, hi, hi, hi …
IL PAZIENTE : Hi, hi, hi … Mi immagino cosa sarebbe se l’urlo si estendesse per  tutto il paese così come il riso si è diffuso, poi in tutto il mondo, hi, hi …
Si immagini tutto il pianeta, miliardi e miliardi di persone mentre stanno con i colli alzati verso il cielo come delle cicogne urlando. Hi, hi, hi. Un intero pianeta urlando alla luna, hi, hi …
JEAN ALAIN : Hi, hi, hi (calmandosi) : E che cos’altro si ricorda ?
IL PAZIENTE : Hi, hi, hi, hi … Niente, dottore. È venuta la polizia mi ha acchiappato e mi ha ricoverato da Lei. Hi, hi, hi, hi.
JEAN ALAIN : L’ho seguito con tutta l’attenzione, oggi. Le prepareremo il foglio d’uscita, ma perché diceva che non va bene ?
IL PAZIENTE : Sento io che non va bene, dottore.  A causa di tanto riso, è come se mi fossi sbudellato, mi sento vuoto, secco, senza vita. Mi sono guardato allo specchio, è come se fossi invecchiato, come se, come dire, come se non fossi io, hi, hi.

ATTO XII

Qualche mese dopo. L’uficio del ministro dell’economia. Alla scrivania, il ministro. È irritato, sta fumando, cerca i dossier. È sempre più corrucciato. Suona.
LA SEGRETARIA : Sì, signor ministro.
IL MINISTRO : (senza alzare gli occhi) : Fai venire da me il viceministro.
LA SEGRETARIA : Si, signor ministro. Le occorre nient’altro ?
IL MINISTRO : (non risponde, sfoglia corrucciato i dossier).
LA SEGRETARIA : (esce).
IL VICEMINISTRO : Agli ordini, signor ministro.
IL MINISTRO : (non risponde).
IL VICEMINISTRO : (stando in piedi) : Ho esaminato le cifre. All’inizio non potevo credere. Eppure questa è la realtà. Abbiamo preso subito dei provvedimenti.
Il MINISTRO DELL’ECONOMIA : Siediti, per favore. È possibile non osservare tu ciò sin dall’inizio per prendere misure ? Suppongo che non sia cominciato tutto improvvisamente.
IL VICEMINISTRO : (sedendosi) : Infatti, non è cominciato d’un tratto. Gli indizi sono apparsi due mesi fa. Però indizi molto vaghi che non mi potevano condurre all’idea che qualche tempo dopo le cose sarebbero peggiorate.
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA : Sì, mio caro, ma non si tratta semplicemente di un leggero peggioramento. Questo si chiama fallimento, disastro.
IL VICEMINISTRO : (sempre più teso) : Infatti le cose stanno male, signor ministro. Credo che non ci dobbiamo spaventare. Si ricordi che per cinque anni abbiamo avuto una prosperità economica, un vero miracolo. Abbiamo sufficienti risorse. È normale che dopo un momento di massimo sviluppovenga una leggera depressione economica. Tutta la storia moderna è piena di alti e di bassi.
Il MINISTRO DELL’ECONOMIA : Hi, hi, hi, hi, è questo che tu chiami leggera depressione. Questo è una calamità economica, mio caro. Ci aspetta, la rovina.
IL VICEMINISTRO : Credo che non sia il caso di disperare signore ministro. Questo è il mio punto di vista. Al contrario, dobbiamo essere lucidi e forti, per dominare la situazione.
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA : Va bene, va bene, ma io non credo che la stiamo dominando, e non vedo nemmeno come potremmo farlo. D’ora in poi che mi vengano portati i rapporti ogni giorno.
IL VICEMINISTRO : Mi occuperò io personalmente di questo problema. Ho preso provvedimenti, i quali credo che si dimostreranno efficienti in brevissimo tempo.
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA : Secondo te, quali sarebbero le cause che hanno portato al blocco della nostra ascensione e poi alla crisi vertiginosa ?
IL VICEMINISTRO : Di sicuro, non le conosco. Ho fatto qualche visita alle grandi aziende, nello stesso tempo ho formato una commissione che si occupi delle cause della recessione.
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA : Tu ti rendi conto dello scandalo che provocherebbe questo ? L’esportazione sarà un fiasco questi mesi, le relazioni economiche con altri stati … il disavanzo della bilancia di pagamenti, la situazione disperata sulla piazza interna.
IL VICEMINISTRO : C’e nello stock una gran quantità di prodotti economici, rifiutati all’esportazione, il mercato interno sarà soddisfatto.
IL MINISTRO : Non posso nemmeno immaginarmi come comparirò davanti al primo ministro. Mi farà la barba e il contropelo. Voglio essere mille metri sotto terra per la vergogna.
Il VICEMINISTRO : Abbiamo un pò di pazienza, signor ministro, in meno di una settimana la situazione ritornerà al normale. Io penso che non dobbiate nemmeno avvisare il primo ministro.
IL MINISTRO : Convoca stasera i capogabinetti e i consiglieri. Voglio che abbiamo una riunione di analisi, per vedere qual è la situazione, quali sono le cause e che misure dobbiamo prendere.
IL VICEMINISTRO : A che ora, signor ministro ? (alzandosi in piedi).
IL MINISTRO : Alle sei … Sù, al lavoro mio caro. La situazione è disperata te lo dico io.
IL VICEMINISTRO :(uscendo) : Prenderemo tutte le misure, signor ministro.
ATTO XIII

Un mese dopo. Riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri, presidiata dal primo ministro. Partecipano ministri, viceministri, consiglieri.
IL PRIMO MINISTRO : Cominciamo signori. (Cala il silenzio. Tutta la gente è triste, ha il viso pallido. Un ministro non puo’ dominarsi il riso, ride nascondendosi dietro qualcunaltro). Come sapete la situazione è grave. E’ormai un mese che non dormiamo più. Stiamo tutto il tempo al tavolo di lavoro. La situazione è diventata catastrofica. Prego i ministri che nominerò di presentarmi la situazione del ministero e proposte. Il ministro dell’economia.
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA :(alzandosi in piedi) : Signor primo-ministro, mi permetta di riferire. Malgrado le misure severe prese negli ultimi tempi, la situazione non è migliorata. Al contrario, posso affermare che è peggiorata, e sta peggiorando ad ogni momento. Proprio adesso, mentre stiamo dibattendo, la situazione economica sta peggiorando sempre di più. Abbiamo preso tutte le misure possibili. Abbiamo sostituito gli operai, o i direttori di aziende, che hanno perso il controllo mentale, con l’esercito. Abbiamo preso le più severe misure contro il riso. Abbiamo introdotto nelle officine e negli uffici fattori di stress, che avrebbero dovuto fermare l’individuo dal riso dal quale non si poteva più fermare.
I militari stessi, che hanno sostituito gli operai eliminati dal processo di produzione, hanno cominciato a ridere, e percio sono stati sostituiti anche loro. Semplicemente nell’economia non abbiamo più forza di lavoro. Officine intere stanno in disfunzione. Il riso ha portato ad un’euforia mentale che ha spinto alcuni operai a rovinare le macchine, gli impianti. La sbadataggine provocata dal riso ha portato ad errori praticamente catastrofici. Dal punto di vista economico non abbiamo neanche una possibilità di fermare il disastro. Milioni di operai sono impazziti, e sono ricoverati agli ospedali psichiatrici, dove il riso eccheggia ventiquattro ore su ventiquattro. Gli unici che potrebbero fare qualcosa sarebbero gli psichiatri, da loro dipende la medicina, la soppravvivenza della nazione. Si deve cercare un rimedio a questa terribile malattia che ha preso l’uomo.
IL PRIMO MINISTRO : Il Ministro della Salute. La ascolto, signor ministro. Le ho ordinato la ricerca di un rimedio contro il riso. Di qualsiasi  tipo, medicamentoso, elettrofisiologico. Qualunque cosa, pur di trovare al più presto. Qual è la situazione, a che punto sono le ricerche ?
Il MINISTRO DELLA SALUTE : Signore primo ministro; mi permetta di riferire. Da qualche mese i nostri laboratori farmacologici lavorano giorno e notte per la scoperta di un prodotto farmacologico, di una medicina, di una sostanza qualunque essa sia, che porti alla cessazione del riso. Proprio prima dell’inizio di questa riunione, ho chiesto la situazione ai laboratori del paese. Fin’ora, non si è ancora riusciti a ritrovare un simile prodotto farmacologico. Dobbiamo aspettare ancora …
IL PRIMO MINISTRO : Signor ministro, mi pare che lei si permette di giocare con la vita di una nazione. Le domando : ha eseguito il mio ordine o no ? Io non Le ho chiesto di trovarmi un prodotto farmacologico, signor ministro, io Le ho ordinato. Mi capisce ?
Le ho ordinato ! E Le ordino ancora una volta ! Se entro 48 ore non mi trova un rimedio contra questa penosa malattia nervosa, decapiterò l’intero ministero della salute ! È chiaro ?
Il MINISTRO DELLA SALUTE : Signor primo ministro, mi permetta di riferire. Farò tutto il possibile. Stiamo cercando tuttii possibili rimedi, non solamente farmaceutici. Ma Lo sa molto bene che molti ricercatori sono impazziti, molti medici si sono suicidati, sono morti o sono impazziti. Ci creda, stiamo facendo tutto quello che è possibile. (Un ministro che ride, hi, hi, hi, hi.).
IL PRIMO MINISTRO : (saltando in piedi) : Come, anche noi perdiamo la testa ? Come si permette una cosa del genere ? Che venga immediatamente arrestato e cacciato da qui (Ha perso la pazienza, grida). Che venga giustiziato !
IL MINISTRO CHE HA RISO : (è preso dagli uomini della sicurezza dello stato e portato via) : Hi, hi, hi, Huooooo ! Come me sparirete tutti ! Vigliacchi, avete riso e adesso volete sopravvivere. Sopravvivere, perché, perché avete i nervi più forti, nervi di animali piu forti? Hi, hi, hi, hi ! Fino all’ultimo morirete, hi, hi, hi …
IL PRIMO MINISTRO : (è calato un silenzio di ghiaccio) : Continuiamo la riunione. Pensate che dalla nostra lucidità e dalla nostra forza dipende la vita dell’intera nazione. Ancora una volta, signor ministro, Le ordino che entro 48 ore mi trovi il rimedio contro questo flagello.
IL MINISTRO DELLA SALUTE : Ho capito, signor primo ministro.
IL PRIMO MINISTRO : Un altro rapporto.
IL MINISTRO DELLA DIFESA : Signor ministro, mi permetta di riferire. La situazione è disperata non solamente sulla nostra isola. A causa del riso, muoiono, diventano pazzi o fanno errori gravi per ciò che riguarda la sicurezza dell’umanità, un milione di gente in tutto il mondo. In Europa e in Asia, sono cominciate le guerre locali, e questo per via della perdità della lucidità, da parte di quelli che erano responsabili della pace dei popoli, dei continenti. Negli Stati Uniti, oggi, alle ore quattro, a causa della negligenza si è prodotta un’esplosione atomica 10000 volte più potente di quella di Hiroshima. Praticamente gli Stati Uniti sono distrutti. Le informazioni segrete ricevute da me trasmettevano che quello che ha provocato l’esplosione stava ridendo. Praticamente, adesso il mio ministero si pone il problema della difesa della popolazione contro l’onda di radiazioni. L’esplosione ha prodotto un terremoto di grado 7 registrato dai nostri apparecchi. Dunque signor primo ministro, dobbiamo prendere subito misure con le quali protteggere la popolazione dalla contaminazione dell’onda radioattiva, che circonderà tutto il pianeta. Ho intimato che l’esercito prendesse tutte le misure.
IL PRIMO MINISTRO : (con le mani alle tempie, ripete ciecamente)  Impossibile ! Non è possibile ! Non credo che questa sia la fine del mondo ! Qualche anno fa, come se fosse ieri, strombazzavamo il progresso economico, il salto nell’evoluzione umana, la felicità promessa dalla storia ed adesso ? disastro (alzandosi in piedi e colpendo con i pugni il tavolo). Prenderemo tutte le misure di sopravvivenza ! Faremo anche l’impossibile. Ordino che siano imprigionati e giustiziati tutti quelli che qualche anno fa predicavano il salto qualitativo e l’evoluzione dell’uomo, inducendo in errore la nazione, inducendo noi in errore. Che siano arrestati e giustiziati subito (asciugandosi la fronte dal sudore, sbuffando). Signori miei, signori miei, come si vede la situazione è molto grave.
UN MINISTRO : (scoppiando in risa) : Hi, hi, hi !
IL PRIMO MINISTRO : (piccato)  È sconvolgente ! (fa un cenno con la mano). Prendetelo. Non lo giustiziate. Solamente un pazzo crede di poter ridere ancora in questi momenti. Io stesso ho paura di perdere la testa (sbuffa. Cala un momento di silenzio).
IL PRIMO MINISTRO : Signori miei, dobbiamo fare tutto, però assolutamente tutto per vincere la difficile situazione in cui ci troviamo. Mi congratulo con Lei signor ministro della difesa, per aver aprestato protamente le misure per difendere la popolazione (asciungondosi la fronte ). Per primo dobbiamo, signori miei mantenere la calma. Questa è la cosa più importante.
I MINISTRI : (guardano atterriti. Si legge il terrore e la tensione nei loro occhi).
IL PRIMO MINISTRO : Signor ministro della salute, di che natura suppone Lei che sia quest’epidemia di riso che hanno infierito per cinque anni e che avete lodato oltremisura ? Che si cominci da qui.
IL MINISTRO DELLA SALUTE : Ho studiato molto attentamente se ciò fosse di natura virale. Non si è trovato nessun indizio di natura genetica, gli studi non sono compiuti in questo senso. Sappiamo che non si prodotta alcuna mutazione genetica e comunque se si fosse prodotta non si sarebbe trasmessa secondo il modello delle malattie contagiose.
Secondo la maggiore probabilità l’epidemia di riso, che si è rivelata alla fine più pericolosa del cancro, ha la sua sede nel subconscio umano, ed è un’emanazione delle forze latenti, le più profonde dell’inconscio dell’essere umano. Resta che le ricerche esauriscano tutte le ipostesi. Comunque, signor ministro, L’assicuro che faremo tutto per la sopravvivenza della nostra nazione. L’uomo non può sparire nella storia, la sua missione è di evolvere.
IL PRIMO MINISTRO : (il che si è seduto. È molto calmo)  Dunque, ecco ciò che dobbiamo fare : questi sono ordini dai quali nessuno si deve allontanare. Signor ministro della difesa, prenda tutte le misure di difesa contro l’onda radioattiva, nello stesso tempo contro qualunque attacco, di ogni natura, dall’esteriore. Signor ministro dell’Interno, prenda tutte le misure che riguardano il suo campo. Le conosce. Signor ministro della salute, faccia in tal modo che il rimedio per il riso sia scoperto nel più breve tempo possibile. Prenda tutte le misure per la sicurezza delle milioni di persone ricoverate negli ospedali di disturbi nervosi. Penso che i momenti difficili che passeremo riporteranno molti alla lucidità, all’equilibrio. Come è possibile che questi momenti difficili peggiorino sempre la salute mentale. Concludo qui la riunione del governo. Le auguro successo. Speriamo che superemo bene questo difficile periodo.
Vi ripeto, la situazione è molto grave. Dobbiamo fare l’impossibile. Arrivederci. Ci vediamo domani alla riunione straordinaria del governo.
I MINISTRI : (rimangono muti, pietrificati).
IL PRIMO MINISTRO : (abbandona l’aula).
UN MINISTRO : (che perde la testa) : Hi, hi, hi, hi, hi, …
I MINISTRI : (voltano in modo meccanico, lividi dal terrore, la testa verso lui).

ATTO XIV

Una settimana dopo. La biblioteca del futurologo Li Tai Ne. È infatti la stessa biblioteca in cui si è suicidato il futurologo. Caduta per terra, con una maschera antigas sul viso, la moglie. Sul tavolo, una radio accesa :
LA MOGLIE : ( togliendosi la maschera) : Hi, hi, hi, … è come se fossi di nuovo bambina e andassi ad un ballo mascherato. Hi, hi, hi, mi ricordo un ballo mascherato quando ero una ragazzina, ha, ha, ha (si mette di nuovo la maschera).
LA RADIO : Signore e signori. Stiamo trasmettendo un nuovo comunicato. Oggi, alle ore dieci, il primo ministro, il ministro dell’economia, il ministro della salute si sono suicidati. La direzione del paese è stata presa dal Ministero della Difesa Nazionale. Onde  radioattive che hanno colpito ieri la  nostra isola hanno causato alcuni danni all’economia nazionale. Quelli che sono stati sorpresi al riparo come anche quelli che si trovavano nei palazzi di  cemento sono salvi. Se sarete protetti da un grosso strato di cemento di 3 metri, avete tutte le possibilità di sopravvivere. Giacchè l’aria è ancora infestata dal punto di vista radioattivo, continuate a respirare aria soltando dalle bombole d’ossigeno con aria fresca. Signori cittadini e signore cittadini ! Gente della nostra nazione, dimostrate ancora la stessa forza che avete dimostrato fin’ora. I continenti America, Europa, Asia e Africa non hanno più nessun essere vvivente. Dobbiamo resistere fino alla fine. A noi che siamo sopravvissuti al cataclisma atomico, all’epidemia di riso, spetta l’incarico di portare avanti la vita della specie umana, minacciata in questo momento con l’estinzione. Aspettate il seguente comunicato fra mezz’ora (la radio tace).
LA MOGLIE DI LI TAI NE : (togliendosi la maschera)  Epidemia di riso, hi, hi, hi, hi, hi che espressione. Siamo sopravvissuti al cataclisma atomico, ma non possiamo trattenerci hi, hi, hi, hi ,,, Chi se lo sarebbe mai immaginato ? Come nei film, hi, hi, hi … Che sparisca il mondo, che uno non abbia nemmeno una possibilità di sopravvivere e tu in mezzo al disastro ridere da morire, hi, hi … Dio, credo di essere pazza (si mette la maschera di nuovo).
LA MOGLIE : (togliendosi la maschera di nuovo)  Non posso tenere questa maschera per colpa del riso. Dio, morrò, ne sono sicura, hi, hi … ed io non posso controllarmi il riso, hi, hi … (tornando in sè. Cala un momento di silenzio). Il primo ministro si è suicidato. Il paese non ha un presidente. Chissà quanti ci siamo salvati (momento lungo di silenzio).
LA MOGLIE : (scoppiando in risa) : Hi, hi, hi … Adesso credo di sapere perché rido. Non mi importa della morte. Hi … ecco, non m’importa più della morte, che cosa straordinaria. Così hanno scritto i giornali anche su Li Tai Ne, ha, ha, ha e che bello è arrivare qui, si mette di nuovo la maschera. Adesso mi ricordo. Li Tai Ne quando si è suicidato ha lasciato una lettera, con l’indicazione di essere aperta dopo due anni. Precisamente si compiono due anni. Hi, hi … Che coincidenza ? Non dovrei ridere, lo so eppure non posso controllarmi il riso. Hi, hi … Dove sarà la lettera ? (porge la mano sulla tempia cercando di ricordarsi). 
Ah, l’ho messa in biblioteca, vicino ai “Dialoghi” di Platone (va e prende la lettera che apre e la legge. Il viso le diventa sempre più serio, poi scoppia in riso impetuoso). Hi, hi, hi …
LA RADIO : Signore e signori. Stiamo trasmettendo un nuovo comunicato. È possibile che sia l’ultimo comunicato che trasmettiamo. La situazione peggiora sempre di più.
L’esplosione della bomba atomica negli Stati Uniti è stata seguita al breve tempo da un’esplosione di un altro impianto atomico in Africa. Una nuova onda di radioattività colpirà pronto la nostra isola. La direzione di diffusione dell’onda è dal nord-ovest verso sud-est. Vi preghiamo di rimanere nei ripari antiatomici, e cercare di ingrandire lo spessore della parete dalla direzione nord-ovest (cala un silenzio profondo).
LA MOGLIE : Hi, hi, hi … che predizione straordinaria (leggendo la lettera). “Cara His, care mie persone che sopravvivrete ancora o no a questa terribile e orrenda fine. Qualcosa mi dice che nessuno sopravvivrà più. Mi suicido non per vigliaccheria anzi per lucidità. Il riso, questa malattia che oggi tutti gli scienziati lodano oltremisura, è di fatto una penosa e ridicola malattia per colpa della quale l’uomo sparirà. Per migliaia di anni l’uomo ha pensato e si è immaginato la fine del mondo. Il cristianesimo lo ha glorificato con l’immagine del risurrezione dei morti. Ho pensato che la fine del mondo sarrebbe venuta da qualche cataclisma cosmico, dalla guerra atomica. Nessuno si è immaginato che la fine del mondo sarrebbe venuta dal riso.
Non mi condannate perché nel momento nel quale tutti elogiavano il riso e cercavano di alimentarle io, come futurologo, come quella coscienza destinata a scrutare il futuro, e ad avvisare l’uomo, non vi ho avvertiti del pericolo della scomparsa della specie umana. Sono convinto che anche se l’avessi fatto nessuno avrebbe badato alla mia affermazione. Al contrario, credo che sarei stato calunniato passato in disgrazia, punito, rinchiuso (si ferma un momento  Le si vede sulla guancia una lagrima scivolare lentamente). Avrei potuto assistere alla fine dell’umanità, alla scomparsa della specie umana dalla storia. Non per questo mi sono suicidato.
Avrei potuto assitere alla estinzione della specie umana, rimanendo sveglio e lucido fino all’ultimo momento, ad una sola condizione. Che la fine del mondo fosse venuta da una guerra atomica, di una civiltà extraterrestre, di un cataclisma cosmico, però non da parte del riso. Questa fine è come se la specie umana si prendesse gioco di se stessa, come se tutta la storia umana fosse qualcosa di cui dobbiamo ridere. D’altra parte, penso che se la storia umana ci abbia portato dopo tanti milioni di anni alla scomparsa, è davvero qualcosa di cui possiamo ridere. Comunque l’uomo meritava un’altra fine, più degna. Io come persona, e coscienza, non posso essere il testimone di una fine così grottesca, e patetica.
IL TRASMETTITORE : Trasmettiamo l’ultimo comunicato. Siamo alla fine dei poteri. Probabilmente nel più breve tempo moriremo. Se ci sono sopravvissuti ancora, mettiamo le nostre speranze in voi. Addio.
                                                        FINE

CINCI PORTRETE MARAMURESENE

1. POVESTILE PALARIILOR
ALEXANDREI PASCA

Feminitate, delicatete si nostalgia unei epoci trecute respira fotografiile din expozitia „My Hat Story” a artistei Alexandra Pasca, vernisata marti, 29 martie, la Galeria de Arta a Uniunii Artistilor Plastici, Filiala Baia Mare. Expozitia, care a fost anterior itinerata la Bucuresti, Cluj si Suceava, cuprinde 40 de portrete, 40 de povesti ale unor personaje feminine pline de mister si ale caror atitudini variaza în functie de un important accesoriu care le îmbogateste imaginea: palaria.

Baimareanca Alexandra Pasca, de câtiva ani stabilita în Bucuresti, a marturisit ca ideea acestui proiect i-a venit dupa ce a admirat colectia de palarii vintage detinuta de o prietena. Apoi, cu diverse ocazii, a avut sansa de a fotografia femei probând aceste accesorii, femei diferite, femei obisnuite, dar care toate îsi schimbau atitudinea în momentul în care îsi asezau pe crestet palaria.

Dr. Nicolae Suciu, presedintele Filialei, a remarcat la vernisaj tendinta, prezenta în expozitie, de întoarcere la dagherotip, la imaginea fixata pe placi de sticla, dincolo de aerul nostalgic implicit al palariilor vintage. Pictorul Ioan Anghel Negrean a caracterizat acest tip de fotografie drept “portrete îmbracate”, încadrate cu atentie si caracterizate de eleganta si rafinament, rezultând imagini de o înalta tinuta artistica. Artistul fotograf Felix Sateanu a descoperit la Alexandra Pasca o încercare de a reliza fotografii-document, remarcând simtul cromatic al acesteia si emotia pe care o inspira fiecare lucrare în parte.

“Exista o poveste în fiecare pereche de ochi”, a observat Sateanu. Alexandra Pasca a dedicat expozitia “My Hat Story” bunicilor ei, precizând ca lucrarile reprezinta munca sa din anul 2008 încoace si ca a dorit neaparat sa le expuna si în orasul natal. Artista este licentiata si absolventa unui master la Universitatea Nationala de Arte din Bucuresti, membra a Uniunii Artistilor Plastici si a Asociatiei Artistilor Fotografi din România.

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2. IPOSTAZELE PADURII SURPRINSE ÎNTR-O EXPOZITIE DE FOTOGRAFIE

O interesanta expozitie de fotografie, cu tema “Ipostazele padurii”, prilejuita de Anul International al Padurilor, a fost vernisata marti, 30 martie, în holul Bibliotecii Judetene “Petre Dulfu” din Baia Mare. Salonul fotografic de primavara, organizat de Asociatia “Ars Rivulinae Vision” (presedinte, Victor Mihalca) si Ocolul Silvic Municipal Baia Mare, reuneste lucrari diferite ca stil si abordare, realizate de Ioan Brezovschi, Robert Hitter, Paul Les, Zsolt Madarassy, Emil Pop, Ioan Pop, Zamfir Somcutean, Tiberiu Toth si Victor Mihalca.

Expozitia a ajuns în Baia Mare dupa ce a fost gazduita de Primaria Sibiu, urmând ca în continuare sa fie itinerata la Oradea, Bistrita si Odorheiu Secuiesc. La vernisaj au luat cuvântul dr. ing. Maftei Lesan, seful Ocolului Silvic Municipal Baia Mare, viceprimarul Calin Bota, sosit la primarie tot din domeniul forestier, ing. Alin Câmpan, seful Inspectiei Regim Silvic Maramures si fotograful Victor Mihalca.

“Fiecare fotografie este o provocare la o poveste. Padurea nu este doar bogatie, aurul verde al tarii, ea înseamna si mister, grandoare, frumos, relaxare, bucurie, dar poate însemna, asa cum ne arata expozitia de azi, si emotie estetica. Daca fiecare vizitator al acestei expozitii ar planta un singur pom, am fi mai bogati”, a aratat Calin Bota.

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3. IMAGINI TRIDIMENSIONALE ALE UNUI ORAS ÎNCA NEDESCOPERIT COMPLET

Baia Mare în ipostaze pe care, poate, nu le-ati remarcat niciodata. Detalii ale unor atmosfere muzicale. Dimineti ploioase aducând lacrimi între pleoape. Lumini melancolice de felinar sau fulger razletit pe cer. Acestea sunt doar câteva dintre micile revelatii pe care vi le rezerva expozitia de fotografie clasica si 3D intitulata “Reflectii în reflexii” a tânarului artist Dan Cristian Popovici, deschisa, timp de doua saptamâni, la Galeria de arta Millennium din Centrul Vechi al Baii Mari.

Expozitia a fost vernisata luni, 28 martie, de catre artistul plastic Ioan Marchis, directorul Directiei Judetene pentru Cultura si Patrimoniul Cultural National Maramures, care, desi a marturisit ca a avut rezerve fata de fotografie întreaga viata, a afirmat cu convingere ca lucrarile de pe simeze reprezinta arta adevarata.

“Exista un divort între fotografi si ceilalti artisti care lucreaza cu materie palpabila. Totusi, imaginea este rezultatul asteptarilor noastre mentale vizavi de ceea ce vom vedea în afara si al semnalelor venite din exterior înspre noi. Prin urmare, imaginea e si ceva din tine, astfel încât tot ceea ce vedem ne apartine. Lumea din exteriorul nostru e în interiorul nostru deja, apoi fiind proiectata ca imagine”, a aratat dr. Marchis, demonstrând ca imaginea fotografica e o forma de subiectivitate si conchizând ca, oricum, atâta timp cât reuseste sa provoace emotie, fotografia este o forma de arta. Stapânind bine mijloacele tehnice ale fotografiei, desi nu a urmat studii de arta, Dan Cristian Popovici, în vârsta de 21 de ani, a învatat tot ce stie despre imagine singur sau cu ajutorul tatalui sau. A început sa realizeze fotografii acum 7 ani si prefera fotografia clasica, desi fotografia 3D, pe care a abordat-o în ultima vreme, i se pare interesanta prin efectul de profunzime pe care îl ofera.

Tânarul marturiseste ca, prin expozitia sa de debut, a vrut sa invite privitorii sa ia parte la o poveste si sa le provoace fantezia, fiecare dintre ei contribuind prin propriile emotii la desavârsirea actului artistic. În finalul vernisajului, un grup de voluntari internationali au realizat un flash mob, fiecare dintre ei lipind pe marginea lucrarilor expuse biletele pe care au scris primul cuvânt pe care li l-a inspirat fotografia respectiva. Expozitia este cu vânzare.

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4. „DOAMNELOR SI DOMNILOR,
AVEM UN ROMANCIER!”

Primul volum al romanului „România, tara mea de cosmar” de Dan Stoica, intitulat „Tara secuilor”, a fost lansat si în Baia Mare joi, 3 martie, la Biblioteca Judeteana „Petre Dulfu”. Nici nu se putea altfel, dat fiind ca autorul are legaturi vechi si profunde cu municipiul maramuresean, atât pe linie familiala, cât si profesional, în trecut montând spectacole la teatrul baimarean.

Cartea a fost prezentata de dramaturgul Radu Macrinici, director artistic al Teatrului Municipal, care dintru bun început a declarat: „Doamnelor si domnilor, avem un romancier!”. Macrinici a caracterizat volumul drept “un roman incorect politic”, în care este vorba despre minoritatea secuilor, si care este în primul rând un roman politic, dar si un roman istoric, politist, de spionaj, de dragoste si de aventuri. Actiunea se petrece în zilele noastre, printre personaje putând sa îi recunoastem cu usurinta pe actorii politici ai momentului. Singurul repros pe care dramaturgul i l-a adus romancierului a fost ca “vocea auctoriala e uneori mult prea prezenta în roman; toate acele cugetari ar fi stat mult mai bine în gura sau în mintea unor personaje”. Cu toate acestea, Macrinici i-a asigurat pe cei prezenti la lansare ca, desi cartea are un numar de pagini care ar putea înspamânta cititorul, totusi ea ofera o lectura pasionanta de la început pâna la final.

Dan Stoica a povestit mult cu cititorii, raspunzând la întrebarile acestora si oferind detalii despre procesul de creatie al romanului si nu numai. El a marturisit ca s-a apucat de scrierea cartii luând în considerare faptul ca distanta (Dan Stoica traieste la Viena) si neimplicarea politica îi ofera o perspectiva obiectiva asupra vietii din România, iar faptul ca a trait în secuime si copiii sai sunt pe jumatate secui, l-au ajutat sa se apropie de tema aleasa. Experienta sa ca jurnalist i-a fost, de asemenea, de folos. Bunele intentii, însa, nu l-au ferit pe autor de amenintari, unii facându-i reprosuri chiar în ceea ce priveste titlul cartii.

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5. UN BAIMAREAN SI-A TESTAT LIMITELE ÎN DESERT

Baimareanul Emanuil Rednic a participat, în data de 28 februarie, la Maratonul din Sahara, alergând 42 de kilometri în desert, la o temperatura de peste 40 de grade, în 5 ore si 46 de minute. În tot timpul sederii sale în Algeria a locuit într-o tabara de refugiati, fiind foarte impresionat de conditiile grele de trai din desert.

Prin performanta sa, baimareanul s-a situat între primii 50 de concurenti, din totalul de peste 400, din care 200 au renuntat, nesuportând efortul si caldura. În total, au avut loc trei tipuri de curse: de 10 km, 21 km si 42 km. La competitie au participat 5 români (doi baieti si trei fete).

„Mai ales nordicii nu prea s-au împacat cu caldura. Eu eram obisnuit cu ea, atât din Bucuresti, cât si datorita faptului ca am fost anul trecut în Dubai. E criminal sa alergi, la temperatura aceea, singur în desert. Sunt mediu-multumit de rezultatul meu. Puteam scoate un timp mai bun, dar am asteptat doua alte concurente. Noi am prins si o furtuna de nisip, iar organizatorii ne-au sfatuit sa alergam în grupuri, ca, în cazul în care se întâmpla ceva, sa fim mai usor de gasit. Mie experienta aceasta mi-a placut foarte mult, e cea mai “tare” cursa la care am participat vreodata”, a marturisit Emanuil Rednic, acum stabilit la Bucuresti. “Cel mai mult m-a impresionat cerul, care parca pornea din nisip. Nu am mai vazut un astfel de cer din copilarie, de pe vremea când aerul nu era atât de poluat. Iar soarele rasarea foarte repede, în câteva minute era sus, pe bolta”, povesteste baimareanul, care adauga ca, pe timpul sederii sale în Algeria, între 26 februarie si 4 martie, temperatura a atins un maxim de 46 grade Celsius.

Emanuil Rednic a mai marturisit ca a fost profund impresionat de viata localnicilor: “Am stat într-o casa de acolo, în odaia cea mai buna, dar în conditiile în care traiau ei. Am avut un sac de dormit, pentru ca noaptea e foarte frig, pe care, la plecare, l-am daruit gazdelor. Conditiile de acolo sunt foarte vitrege: astepti sa ti se aduca apa cu cisterna si depinzi de ea, internetul nu merge decât foarte greu, iar caprele manânca deseuri menajere. E lumea a IV-a, dominata de saracie. Totusi, oamenii erau relaxati si toata ziua beau ceaiuri, pentru ca ei nu au nicio ocupatie, veniturile lor provin exclusiv din ajutoare internationale”, a explicat Rednic. Participarea la maraton l-a costat pe acesta 1.400 euro, dar baimareanul nu considera ca a aruncat banii pe fereastra: “A meritat cu adevarat sa platesc aceasta suma. Participarile la astfel de curse sunt concediile mele! Altii merg în Antalia, stau toata ziua în fata piscinei si fac poze cu telefonul!”

Nascut în Baia Mare, Emanuil Rednic a fost obez pâna în urma cu 3 ani. Adoptând un regim de viata sanatos si facând mult sport, el a devenit cu totul alt om. Acum este antrenor pentru cei care folosesc bicicleta medicala pentru a face miscare si participa periodic la curse de alergare.

Anca GOJA
Baia Mare
martie-aprilie 2011

PICTURA SI MATEMATICA – O SIMBIOZA

Din câte se stie, desi apartin unor domenii aparent opuse, pictura si matematica nu se exclud, asa cum ar putea crede unii. Matematica face, de secole, casa buna cu diverse forme ale creativitatii artistice daca ar fi sa luam ca repere cel putin celebrele cazuri ale lui Michelangelo Buonaroti si cel al lui Dan Barblian (Ion Barbu). Nu sunt, desigur, singurele în acest sens. Dar ne oprim doar la ele pentru ca scopul acestui text nu este acela de a epuiza analiza sau inventarerea unui astfel de tip de raporturi interdisciplinare. Ne-a determinat la o astfel de abordare cazul unei fetite, aflata doar în clasa a IV-a în prezent, la celebrul liceu clujean „Nicolae Bacescu”. Este vorba despre eleva Bogdana Chis.
În perioada 25-27 martie a.c., mai multi elevi clujeni, între care si de la renumitul liceu clujean amintit, au participat, la Râmnicu Vâlcea, la un concurs international de matematica, denumit „scoala cu ceas”. S-au întrecut aproape 5.000 de copii din România, dar si din tari ca: Indonezia, Tailanda, Ucraina, Serbia, Ungaria, Basarabia, Croatia etc.
Cea mai înalta distinctie obtinuta de elevii clujeni, respeciv Medalia de argint, i-a revenit elevei Bogdana CHIS, din clasa a IV-a C a Liceului „Nicolae Balcescu” (învatatoare d-na Floarea Rostogol). O medalie de bronz s-a decernat elevei Bianca Papuc, iar mentiuni lui Horatiu Cepoi si Adrianei Damian, elevi ai aceleasi clase
Ne-a retinut atentia, însa, cazul elevei Bogdana Chis, dupa parerea noastra, una din cele mai dotate eleve ale acestui liceu, cu rezultate exceptionale la învatatura (inclusiv diplome si premii obtinute la Olimpiada de limba si literatura româna
Iata, însa, ca Bogdana Chis (pasionata nu doar de lucrurile specifice vârstei sale) a reusit sa se situeze pe un extrem de onorant loc doi, la un concurs international de matematica, între cei circa 5.000 de copii din România si alte tari participante.
Adresam sincere felicitari tuturor elevilor care au obtinut aceste frumoase rezultate, dar si celor c se ocupa de pregatirea lor. Avem deplina convingere ca, în viitorul apropiat, va spori substantial numarul olimpicilor scolilor clujene, evidentiind, si în acest fel, nivelul elevat al învatamântului din acest important centru cultural si universitar sud est european.

Note de subsol:
1. Din informatiile noastre, elevii îndrumati de doamna învatatoare Floarea Rostogol obtin, în ultima vreme rezultate cu totul deosebite la o serie de concursuri scolare, nclusiv la olimpiadele pe materii, rod al muncii si preouparii deosebite a dascalitei lor.
2. Înca de când era în clasa a II-a, Bogdana Chis este în masura sa recite o buna parte din poeziile lui Mihai Eminescu, George Cosbuc, Octavin Goga, dar si ale altor poti clasici si contemporani. Lecturile sale, atât cantitativ, cât si din punct de vedere al diveritatii lor, sunt de-a dreptul impresionante
Dr. Dan BRUDASCU

PRIMAVARA SI VERSURI PRIN OCHII NOSTRI

CASA DE CULTURA A SINDICATELOR GALATI, ROMANIA
Departamentul Cultural Artistic

organizeaza expozitii de fotografie cu tema:

“PRIMAVARA SI VERSURI PRIN OCHII NOSTRI”

plecand de la aceasta tema puteti participa cu expozitii personale sau de grup.

conditii de participare:
– expozitia se adreseaza  cls.V – XII din tara si strainatate – categoria “elevi”
– se trimit aprox.40 de fotografii de diferite dimensiuni – color, alb-negru, sepie
– fiecare fotografie sa fie insotita de o eticheta de prezentare
– autorul sau autorii fotografiilor sa isi prezinte un scurt c.v.
– o scurta prezentare a proiectului
– lucrarile se trimit pana la data de 20 aprilie 2011 la adresa:
Casa de Cultura a Sindicatelor Galati
Str.Brailei, Nr.145, Galati
pers.de contact: Angela Baciu (sau la secretariat)

Pot participa si fotografi amatori sau profesionisti la sectiunea “adulti”.
Fotografiile vor face parte din expozitii ce vor fi deschise pe o perioada de o luna la C.C.Sind.Gl.

Dir.C.C.Sind.Gl: ec.Ovidiu Ioan Manole
(foto afis: Simona Andrei; afis realizat de “Adquest image”)
mult succes!

Angela BACIU
scriitor, consilier cultural C.C.Sind.Gl.

PENTRU UN TEATRU ÎN SLUJBA OMULUI

International Theatre Institute ITI
World Organization for the Performing Arts
UNESCO, 1 Rue Miollis, FR-75732 Paris Cedex 15
iti5@iti-worldwide.org / www.iti-worldwide.org
 
Mesaj de Ziua Mondiala a Teatrului 2011
Ziua Mondiala a Teatrului, 27 martie
Pentru un teatru în slujba omului
Jessica A. Kaahwa, Uganda

Întâlnirea de astazi este o adevarata imagine a imensului potential al teatrului de a mobiliza comunitati si a construi punti. V-ati închipuit vreodata ca teatrul poate fi un puternic instrument al pacii si reconcilierii? În timp ce statele cheltuiesc sume uriase de bani pe misiuni de mentinere a pacii în zone de conflict violent ale lumii, teatrul primeste putina atentie ca alternativa în modificarea si gestionarea conflictelor de la om la om. Cum ar putea cetatenii planetei Pamânt sa ajunga la pacea universala, când instrumentele folosite vin dinspre forte externe, aparent de represiune?

Teatrul patrunde cu subtilitate în sufletul omului curpins de teama si suspiciune, transformând imaginea sinelui si deschizând o lume de optiuni în fata individului si a comunitatii. El poate conferi sens realitatilor zilnice, împiedicând un viitor nesigur. El se poate angrena în politicile umane în moduri simple si directe. Fiind atât de cuprinzator, teatrul poate constitui o experienta capabila de a depasi vechi neîntelegeri.
 
În plus, teatrul este un mijloc dovedit de sprijinire si promovare a unor idei pe care le împartasim si pentru care suntem dispusi sa luptam atunci când sunt încalcate.

Pentru a avea pace în viitor, trebuie sa începem prin a folosi mijloace pasnice care cauta sa înteleaga, sa respecte si sa recunoasca contributiile fiecarei fiinte umane la obtinerea pacii. Teatrul este limbajul universal prin care putem schimba mesaje de pace si reconciliere.

Prin antrenarea activa a participantilor, teatrul poate determina muti indivizi sa demonteze perceptii anterioare dând, în acest fel, sanse individului sa renasca pentru a face noi alegeri, bazate pe realitati si cunostinte regasite. Pentru ca teatrului sa-i mearga bine, printre celelalte forme de arta, trebuie sa facem un pas curajos înainte si sa-l integram în viata de zi cu zi, unde sa trateze probleme grave precum conflictele si pacea.

Urmarind transformari sociale si reforme în cadrul comunitatilor, teatrul exista deja în zone ravasite de razboi si în sânul unor popoare care sufera de saracie cronica si boli. Exista un numar crescând de povesti de succes, în care teatrul a reusit sa mobilizeze publicul pentru a face cunoscute victimele traumelor razboiului si a le ajuta. Sunt deja în functiune platforme culturale precum Institutul International al Teatrului, al carui scop este „consolidarea pacii si prieteniei între popoare”.

De aceea, ar fi o farsa daca, cunoscând puterea teatrului, am ramâne tacuti în vremuri ca acestea si i-am lasa pe mînuitorii de arme si aruncatorii de bombe sa se ocupe de pastrarea pacii în lume. Cum ar putea uneltele înstrainarii sa actioneze si ca instrumente ale pacii si împacarii?

Cu ocazia acestei Zile Mondiale a Teatrului, va îndemn sa reflectati asupra acestei perspective si sa promovati teatrul ca pe un instrument universal de dialog, transformare si reforma sociala. Natiunile Unite cheltuiesc sume uriase de bani pe misiuni de mentinere a pacii prin intermediul armelor în toata lumea, în vreme ce teatrul este o alternativa spontana, umana, mai putin costisitoare si cu mult mai puternica.

Chiar daca nu poate fi singura cale de a aduce pacea, teatrul ar trebui cu siguranta inclus ca un instrument eficace în misiunile de mentinere a pacii. ‘

Dr. Jessica A. KAAHWA
actor, regizor, scenarist
cadru universitar
Makerere University
Kampala, Uganda
martie 2011
Traducere în limba româna de Adrian Solomon
http://www.oradetimis.ro

GREG JOHNS – STEAUA LUI DAVID SI MANDALE

Sub acest titlu, oarecum neobisnuit, prietenul George Roca imi trimite de la antipozi citeva fotografii. Dumnealui este un reputat poet si publicist si, cunoscindu-mi interesul pentru artele plastice imi face cunostinta cu lucrarile unui apreciat sculptor australian. Inedit pentru mine dar binecunoscut si de mare succes nu numai in tara lui, Greg Johns se remarca prin statui ambientale si prin …mandale.

Ce este o mandala? Un desen  sau pictura in forma de cerc considerata in culturile asiatice vechi (numele e in sanscrita) ca fiind o reprezentare geometrica sacra. In India, in Tibet si in alte locuri mandala este utilizata pentru credinta in puterile sale de vindecare, dar pe noi ne intereseaza, desigur,mai ales interpretarea simbolica si partea estetica. Pentru ca mandala isi propune o interpretare  a Universului  in ansamblu si a legilor care il guverneaza, foloseste imagini specifice (roata, oglinda, floarea de lotus, flacara, sceptrul, dragonul s.a.). Practic, e un desen foarte complex, construit  in jurul unui punct, focar sau centru. Desenul este delimitat  de o centura externa si contine cercuri concentrice care simbolizeaza, in interpretari analogice, faze ale initierii sau nivele de cunoastere.

Greg Johns pleaca de la mandala clasica  si ajunge la mandala tridimensionala, sculptura masiva, monumentala. El isi propune in lucrarile lui sa completeze frumusetile naturii. Imaginatia sa creativa tine seama de locul destinat sculpturii: un parc, un teren de sport, un squar sau o faleza de unde se vede nemarginirea oceanului. Motivele  geometrice de care se serveste ascund  nebanuite frumuseti. Un periodic, intitulat “Jurnal of Matematics and the Arts” (frumoasa… simbioza) descopera in arta sa conotatii de exceptie, caracteristice mandalelor: armonie pentru corp, minte si spirit. Cu ajutorul  carora ar trebui sa ajungem in propriul nostru centru…!

Steaua lui David , “Magen David” cum isi intituleaza  Greg Johns una din cele mai interesante sculpturi ambientale, ofera aspecte surprinzatoare daca e privita din unghiuri diferite si la diverse ore ale zilei. Artistul pune in lumina nu numai laturile metalice ale operei sale ci si spatiile dintre acestea, valorificind din plin contextual peisagistic si imaginatia privitorului. De aici si pina la asa zisa “cosmograma” distanta e mica…Noi ne-am gasit linistea interioara… Arta si-a facut datoria!

Cu sau fara intentie, sculptorul din Adelaida, din sudul Australiei, ne  trimite un mesaj de simpatie si prietenie.
                                        
                            Dr. DOREL  SCHOR

SA NE JUCAM IARNA

CASA DE CULTURA A SINDICATELOR GALATI
Departamentul Cultural Artistic
organizeaza un concurs de desene pentru copii cu tema:

“SA NE JUCAM IARNA”

conditii de participare:
– gradinite – toate grupele
– scoli; cls.I – IV
– desenele pe format A 4 bloc de desen vor fi trimise prin posta pana la data de 23 ianuarie 2010 pe adresa:
Casa de Cultura a Sindicatelor Galati, Str.Brailei, Nr.134
– desenele pot fi depuse si la secretariatul institutiei, et.I in plic inchis – cu datele de contact
– fiecare participant va depune minim 5 lucrari
– fiecare lucrare va avea o eticheta pe fata cu: numele, prenumele, gradinita/scoala, tema,coordonator
– cele mai frumoase lucrari vor primi diplome si vor face parte dintr-o expozitie chiar in C.C.Sind.Gl

coordonatori proiect: * Angela Baciu – scriitor, cons.cultural C.C.Sind.Gl
* Andreea Ignat – instructor C.C.Sind.Gl

(Director C.C.Sind.Gl: ec.Ovidiu Ioan MANOLE)
afis realizat de “adquest image”
tuturor mult succes!

concurs!!! 14.01 – 14.02.2011
CASA DE CULTURA A SINDICATELOR GALATI
Deartamentul Cultural Artistic
organizeaza un concurs de fotografii  cu tema:

“JOCURI VESELE DIN RECREATIA MARE”

conditii de participare:
– cls.I – IV & V – VIII
– fotografiile pot avea diferite dimensiuni; pot fi color, alb-negru si/sau sepie
– pot participa elevi individual cu minim 15 poze
– pot participa si grupe de clase cu minim 30,40 poze
– toate fotografiile vor fi trimise pana la data de  14 februarie  2010 pe adresa:
Casa de Cultura a Sindicatelor Galati, Str.Brailei, Nr.134
– fotografiile  pot fi depuse si la secretariatul institutiei, et.I in plic inchis
– fiecare fotografie  va avea o eticheta pe fata cu: numele, prenumele, scoala, tema,coordonator
– cele mai frumoase fotografii vor primi diplome de merit  si vor face parte dintr-o expozitie inedita chiar in C.C.Sind.Gl, dedicata premiantilor.
coordonatori proiect: * Angela Baciu – scriitor, cons.cultural C.C.Sind.Gl
Director C.C.Sind.Gl: ec.Ovidiu Ioan MANOLE
(foto afis: angela baciu; afis realizat de “adquest image”)
mult succes!

Angela Baciu
scriitor, membru U.S.R
consilier cultural C.C.Sind.Gl

POTRETELE DE FAMILIE SINT CRIMPEIE DE VIATA

Aflu de la pictorita Miriam Cojocaru ca expozitia  “Crimpeie de viata” vernisata la Rehovot (in cadrul evenimentelor culturale dedicate celor 120 de ani ai asezarii), este
inchinata meoriei mamei sale. Printre numeroasele tablori expuse, inspirate intr-adevar din acele momente simple care alcatuiesc existenta noastra, se reliefeaza potretul mamei. In mod firesc, fiica se identifica cu modelul, dovedind o profunda empatie. Lumina (si atentia privitorului) se polarizeaza pe chipul demn si inteligent,
dar si pe mainile muncite care subliniaza personalitatea ei distincta.

Prilej de a ne referi si la o alta portretista de exceptie, Liana Saxone –Horodi, autoarea unui portret memorabil al tatalui (distinsul si cunoscutul avocat Valentin Saxone).  Chipul sau  este impregnat de noblete, blindete si spiritualitate.Aceasta imagine apare si pe coperta volumului de memorii “Sperante in intuneric”. Privirea familiara dar aristocratica a parintelui te urmareste cu intensitate pina la identificare emotionala.

Joseph Kapelian este autorul unei serii de portrete de familie, intorcindu-se in trecutul
citorva generatii. El foloseste tehnica pseudo-dagherotipului, lasind intentionat impresia unor fotografii vechi, asezate cu sfintenie in albume uitate. Pictorul se identifica cu personajele sale, distantindu-se de categoria portretelor formale. Cei surprinsi in tablouri , oameni proveniti  din mai toate segmentele sociale, sunt demni  sau emotivi, exprima uneori greul vietii. Bunicii, oamenii altui secol, pozeaza cu demnitate, desi banuim nu putine suferinte etnice si sociale.

Intr-un tablou de familie, Lipa Natanson incearca o alta modalitate, cu o tenta umoristica. Expresia faciala, gesturile , limbajul corpului – toate iradiind simpatie si identificare, se concretizeaza in personaje distincte, cu un anumit imperativ moral , datorat in mod evident tribulatiilor vietii. Fin observator, pictorul fixeaza statutul social al persoanelor carora le confera semnificatie de simbol.

Portretul este o tema centrala in arta. Numeroase stiluri au pus la incercare imaginatia  si tehnica pictorilor.In cazul potretelor de familie este fireasca implicarea totala a creatorului. Ceea ce se intimpla si in cazul prietenilor, colegilor sau a persoanelor notabile. Evidentierea personalitatii, complexitatea imagistica, elementele de descriptie si analiza caracteriologica fac genul portretului dificil, dar cu atit mai apreciat.

Dr.DOREL SCHOR

UN DEMERS POETIC SI MUZICAL NEOBISNUIT

„Poezia colindelor noastre” in interpretarea poetei Lucia Olaru Nenati

Lucia Olaru Nenati a realizat un nou album audio, cel de-al treilea, intitulat „Poezia colindelor noastre” cu o compozitie cu totul originala si neobisnuita. Astfel poeta isi recita aici, cu real talent actoricesc, cateva dintre poemele despre iarna, alese din cartile sale aparute de-a lungul timpului si, mai ales, despre „Starea de sarbatoare” (titlul unui poem), sintagma care reprezinta, de fapt, definitia acestui intreg construct artistic. Insa poemele, desi purtatoare de sens autonom si magie lirica, isi dubleaza acum functia si devin si elemente prefatatoare ale unor cantece aflate intr-o corespondenta structurala  cu acestea, interpretate de poeta care, schimband registrul creativ, devine si interpreta de muzica. Ea canta aici, acompaniata de un inspirat aranjament orchestral, in primul rand, fireste, colindele vechi ale  copilariei noastre romanesti: „O, ce veste minunata”, „Sus crestini”, „Trei pastori”, „Sus la poarta raiului”, „Din an in an”, dar si atat de pretentiosul lied al lui Hubic intitulat in versiunea romaneasca „Floricica, floricea” sau doua piese nelipsite din orice praznuire internationala a Craciunului: „O, Tannenenbaum” si „Stille Nacht” pe care le putem auzi oriunde in atatea interpetari celebre si in atatea limbi. Doar ca aici, poeta romanca le canta in mai multe limbi de mare circulatie alternand strofele in acelasi cantec si incheind cu strofele in limba romana pe care o adauga astfel acelui demers poliglot.

Cum nu se putea altfel in cazul celei supranumite candva “Muzeita de la Ipotesti”, la loc de cinste se afla o colinda dintre cele reconstituite de ea cu concursul instrumental al dirijorului Ioan Cobala, ca fiind cantata odinioara chiar de Mihai Eminescu, acum reconstituita prin suprapunere si colationare stiintifica cu colectia de folclor stravechi bucovinean a lui Alexandru Voevidca, operatiune din care a rezultat o piesa muzicala deosebita, complet necunoscuta astazi.

Interpeta mai apare intr-o ipostaza in cadrul acestui album si anume in aceea de compozitoare, mai exact de cantautoare, in cazul colindului-urare „Flori de mar”, unde ii apartin deopotriva, versurile, melodia si interpretarea.

Dincolo de toate aceste informatii despre acest produs artistic sincretic special, se cuvine remarcata imbinarea armonioasa,  profunda si subtila  dintre poeziile inspirate si  muzica interpretata cu un elevat fior impresionant si care impreuna reusesc sa creeze un corpus liric si spiritual omogen deosebit, cu adevarat o stare de sarbatoare, adica, asa cum se declara pe coperta albumului, “sa recreeze acea stare curata, inalta si fericita a sarbatorilor copilariei cand cerul ne era atat de aproape iar miracolul facea parte in chip firesc din viata noastra si mai ales, cand Craciunul nu devenise inca o afacere comerciala.”
       
Carmen ANDRONACHE
Decembrie 2010

SAMY BRISS – DIMENSIUNEA SA EUROPEANA

Cu foarte multi ani in urma, in apartamentul unei bune cunostinte, am vazut pentru prima data un tablou semnat Samy Briss. Era cu totul „altfel” decit celelalte lucrari din salon si i-am declarat deschis gazdei ca aceasta este cea mai buna pictura pe care o are in colectie. As fi vrut sa-l cunosc pe artist, dar mi s-a spus ca dupa o fructuoasa perioada israeliana, s-a stabilit la Paris unde  se bucura de mult succes.

Pe buna dreptatea, Samy Briss este fara indoiala unul dintre cei mai populari si mai apreciati pictori israelieni, dar dimensiunea sa europeana a obtinut-o, asa cum se intimpla, peste hotare. S-a afirmat ca el combina stilul cubist cu cel bizantin! S-a spus ca figurile din tablourile sale sint niste  icoane moderne care te privesc frontal si clasic, dar cu o sanatoasa tenta de umor . Exegetii au sustinut ca imaginile sale capteaza forta  dar si vulnerabilitatea vietii moderne. Imi permit sa afirm ca toti au dreptate.

Samy Briss s-a nascut la Iasi. A urmat studiile academice la Bucuresti sub indrumarea  lui Camil Ressu. La varsta de 30 de ani a emigrat in Israel. S-a remarcat repede si aici, peste putin timp avea prima expozitie personala in Tel Aviv. Chiar stabilindu-se in Franta, lasa in urma sa mozaicuri, reliefuri in lemn, decoratii murale pe numeroase cladiri publice.

Pictorul are un stil foarte personal care ii fac lucrarile usor de recunoscut. Experienta sa suprarealista il apropie de Paul Klee si de Victor Brauner fara riscul de a-l confunda. Probabil ca exista in creatia sa urme ale scolii romanesti si nostalgia icoanelor din Moldova natala, dar si puternice elemente traditionale iudaice, amprenta muzicantilor populari, klezmerii. O anumita aparenta naivitate a figurilor sau a compozitiei se naste din esenta expresiei populare, trecuta cu maiestrie printr-o subtila si inteligenta  metamorfoza. Exista elemente specifice, comune multor din lucrarilor sale precum pasarea, pestele, floarea, instrumentele musicale… Optiunea sa coloristica este de asemenea originala si remarcabila.

Samy Briss expune acum la Tel Aviv. In urma cu un an si-a semnat prezenta la Ierusalim. Acest pictor, cu lucrari in muzee si colectii din Romania, Franta, Anglia, Germania, Suedia, Olanda, Luxemburg, Canada, Statele Unite revine mereu in Israelul tineretii sale si al primelor succese, aici unde are prieteni si admiratori statornici. Unde se simte acasa si unde, desigur, gaseste intotdeauna destule motive de inspiratie.

Dr. Dorel  SCHOR
15 decembrie 2010

Emilia Dorobantu, o noua perla a muzicii populare romanesti

O floare firava de mar ce freamata in lina adiere a vantului starnit pe dealurile Curtisoarei, localitate situata pe malul stang al Oltului, doi ochi albastri senini ca azurul cerului, o voce de exceptie ce face sa vibreze fiecare particica a sufletului de roman: Emilia Dorobantu se iveste ca o perla a cantecului oltenesc, care printr-o munca, de acum titanica se va alatura siragului de nestemate ce stralucesc in arealul muzicii populare romanesti
La numai 17 ani Emilia Dorobantu reuseste sa ridice publicul in picioare la toate concursurile si festivalurile nationale dar si la reprezentatiile internationale.
Eleva a Colegiului National „Radu Greceanu” din Slatina, membra a Ansamblurilor Folclorice „Flori de mar” din Curtisoara si „Hora” din Draganesti-Olt si absolventa a Scolii Populare de Arte si Meserii Slatina solista, avandu-i ca profesori de canto pe domnul Fieraru Marius Arald si doamna Silinescu Maria Deniza, aduce bucurie in sufletele romanilor prin cantecul popular interpretat cu maiestria si virtuozitatea unui artist autentic.
Debuteaza ca dansatoare in cadrul Ansamblului Folcloric „Flori de mar” din Curtisoara, infiintat de doamna invatatoare Pirna Mariana si sprijinita indeaproape de parinti sai Dorobantu Dumitru si Dorobantu Marinela, remarcandu-se ca solista vocala in anul 2004 cu ocazia unui turneu in Franta. Din acel moment vocea sa de exceptie atrage atentia personalitatilor din domeniul folclorului si din 2006 pana in prezent evolutia ei scenica este incununata de noi si noi succese.
Profesor de canto si realizator de emisiuni culturale la TVR Bucuresti doamna Maria Tanase Marin, giuvaergiul care cu migala si daruire s-a preocupat de slefuirea acestei perle culese de pe malul Oltului, timp de doi ani a trudit alaturi de tanara solista pentru a-i defini un stil aparte in paleta cantecului popular romanesc.
Astfel, participa la o serie de festivaluri si concursuri de folclor unde obtine numai Premiul I sau Marele Premiu:
– 2006 – Premiul I – Festivalul international „Cantecele Dunarii”, Ianca, judetul Olt;
– 2007 – Premiul I – Concursul National „Doine si balade”, Draganesti, judetul Olt;
– 2008 – Premiul I – Concursul de Folclor „De dor de primavara”, Caracal, judetul Olt;
– 2008 – Premiul I – „Dobroge, mandra gradina”, Eforie, judetul Constanta;
– 2009 – Marele Premiu „Irina Loghin”, Valenii de Munte, judetul Prahova;
– 2009 – Marele Premiu – „La izvor de cant si dor”, Lipova, judetul Arad;
– 2009 – Premiul I – Cant si joc pe Hartibaci”, Agnita, judetul Sibiu;
– 2009 – Marele Premiu – Cantecele romanilor de pretutindeni”, Drobeta Turnu Severin;
– 2009 – Marele Premiu – „Floarea dorului”, Festivalul National de Folclor, Hunedoara;
– 2009 – Marele Premiu – „Datini”, Sighisoara, Mures;
– 2009 – Marele Premiu – „Strugurele de aur”, Jidvei, judetul Alba;
– 2009 – Premiul I – „Maria Tanase”, Craiova, judetul Dolj;
– 2010 – Marele Premiu – „Muresule apa lina”, Ludus, judetul Mures;
– 2010 – Marele Premiu – „Elena Roizen”, Ovidiu, judetul Constanta;
– 2010 – Festivalul de Folclor Mamaia 2010 – Marele Premiu „Mamaia” si Premiul Presei, Mamaia;
– 2010 – Marele Premiu – „Maria Lataretu”, Targu Jiu, judetul Gorj;
– 2010 – Marele Premiu – „Natalia Serbanescu”, Tulcea.

Pentru viitor, tanara solista si-a propus sa termine cursurile Colegiului National „Radu Greceanu“, fiind in prezent eleva in clasa a XI-a, apoi sa urmeze Universitatea Nationala de Muzica Bucuresti, profilul canto clasic si opera, urmand sa imbratiseze o cariera intr-un teatru liric sau la opera. Desi isi doreste cu ardoare sa ajunga la Opera din Viena, nu va renunta niciodata la muzica populara pe care o considera ca fiind cea mai aproape de inima sa, pe care o simte vibrand la fiecare contact cu scena dar si la sunetul instrumentelor din tarafurile care o insotesc la toate spectacolele.

George Smarandache
Slatina, 2010

Maksymilian Cieslak din Polonia castiga editia 2010 a Premiului Henkel pentru Arta

Artistul basarabean Pavel Braila s-a aflat printre cei cinci mari finalisti de la Viena.
Henkel Central Eastern Europe (Henkel CEE) a acordat pentru a noua oara  Premiul Henkel pentru Arta, in valoare de 7.000 Euro. Anul acesta, premiul a fost acordat artistului polonez Maksymilian Cieslak. Premiul pentru Tineri Artisti din Austria a mers catre Susanna Flock, in timp ce artista croata Nina Kurtela a primit Premiul pentru Tineri Artisti din Europa Centrala si de Est. Fiecare din aceste premii valoreaza 2.000 euro. Premiile au fost anuntate in cadrul galei care a avut loc pe 25 noiembrie, in auditoriul Muzeului de Arta Moderna al Fundatiei Ludwig Vienna – MUMOK.
 “Prin aceasta competitie, Henkel doreste sa contribuie la procesul de integrare europeana si la cunoasterea culturala a regiunii Europei Centrale si de Est. Ne bucuram si suntem foarte mandri de reputatia pe care a castigat-o acest premiu. Acum 9 ani am inceput cu aproape 180 de inscrieri. Intre timp, am ajuns sa avem anul acesta peste 1.000 de participanti”, a spus G?nter Thumser, Presedintele Henkel CEE.

Anul acesta s-au inscris in competitie 1.060 de lucrari de arta, o cifra record pentru Premiu. Un juriu expert international format din muzeologi, specialisti in arta, custozi renumiti si proprietari de galerii, l-a desemnat pe Maksymilian Cieslak, artistul polonez nascut in Tomaszow Lubelski, drept castigatorul Henkel Art Award 2010.

 „Cu Maksymilian Cie?lak, o intreaga generatie de artisti tineri a castigat premiul anul acesta. Astept cu nerabdare ca Maskymilian Cieslak sa-si expuna lucrarile intr-o expozitie individuala la MUMOK, anul viitor”, spune presedintele juriului Karola Kraus, Director MUMOK in Viena, explicand motivele pentru care l-a ales pe tanarul artist polonez.

Lucrarile cinematografice ale lui Maskymilian Cieslak sunt caracterizate de o mare intensitate narativa si originalitate. Cieslak lucreaza cu instrumente oferite de filmele mute, de estetica filmelor de amatori de pe Youtube, precum si cu elementele unor filmari descoperite de el. Astfel reuseste sa abordeze filmul ca mediu de comunicare intr-o maniera total neortodoxa si uneori amuzanta. Artistul foloseste istoria filmului, momente legendare din istoria media precum zborul in spatiu al lui Yuri Gagarin sau un concert al trupei Doors, ca material pentru un limbaj cinematografic neconventional. Unele dintre lucrarile lui, precum Doctor Faustus sau Cloud Nine, pot fi interpretate drept satire agresive la adresa artei.

Anul acesta,  printre cei cinci finalisti de la Viena ai Premiului Henkel pentru Arta, selectati dintre cele 1060 de inscrieri, s-a numarat Pavel Braila, artist din Republica Moldova, cunoscut pe plan international. Dan Perjovschi, care a expus alaturi de Pavel Braila in 2010, in proiectul Fetish Factory, la Electroputere Craiova, il caracterizeaza pe Pavel Braila drept „un artist care face arta euro-atlantica cu parfum de parjoale moldovenesti. El a sarit din Chisinau direct in Paris si Berlin, oprindu-se oleaca la Dokumenta de la Kassel”.

De asemenea, Liviana Dan isi aduce aminte de reactia starnita de Pavel Braila in 2002, ca invitat la Documenta. ”Pavel Braila provoaca un interes international puternic si responsabil. Puternic asemenea alegoriilor propuse pentru istoria modernitatii din fostele tari ale estului. Responsabil, de fapt subversiv responsabil, asemenea noii prospetimi extravagante si a fascinatiei pentru un nou tip de lux, cum estul nu mai intalnise. In Pavel Braila estul isi recunoaste calitatea“.
Artista croata Nina Kurtela a castigat Premiul pentru Tineri Artisti din Europa de Est si Centrala, acordat tinerilor artisti din Europa Centrala si de Est care fac parte din Programul de rezidenta al  KulturKontakt Austria, partenerul de durata al companiei Henkel. Dupa finalizarea studiilor la Academia de Arte din Zagreb, Nina Kurtela a inceput sa se ocupe intens de dans contemporan. Limbajul dansului a fost integrat in proiectele sale de film, oferindu-le un ritm si o usurinta specifica. Premiul pentru Tineri Artisti din Europa Centrala si de Est, din partea Henkel, impreuna cu bursa care ofera o perioada de lucru de 3 luni in Viena, ii permit tinerei artiste sa isi faca lucrarile cunoscute in Austria si sa cunoasca scena artistica locala.

In cadrul ceremoniei de gala de la Viena s-a acordat pentru a cincea oara si Premiul pentru Tineri Artisti din Austria. Premiul de anul acesta a revenit Sussanei Flock. Artista din Styr a convins juriul cu exemple grafice clare si prin modul in care a abordat spatiul, manipulandu-l artistic si modificandu-l prin cele mai simple metode. Faptul ca a creat un numar atat de mare de lucrari, desi este inca studenta, a fost unul din multele motive pentru care a primit Premiul pentru Tineri Artisti din Austria.

Lucrarile nominalizatilor, precum si cele ale castigatorilor, au fost expuse in perioada 26-28 noiembrie 2010, la MUMOK in Viena.

Pentru mai multe detalii despre gala si fotografii, va rugam sa accesati:

• Pagina oficiala www.premiulhenkelpentruarta.ro
• Pagina de Facebook  www.facebook.com/HenkelArtAward.

Sau sa contactati:

• Roxana Poede, GMP PR, roxana.poede@gmp.ro

Henkel opereaza la nivel global cu o multitudine de marci grupate in trei divizii: Detergenti & Produse pentru ingrijirea locuintei, Produse Cosmetice/de Toaleta si Adezivi Tehnologii. Fondata in 1876, compania Henkel detine pozitii fruntase la nivel global atat pe pietele adresate consumatorului final, cat si pe cele industriale, cu marci binecunoscute precum Persil, Schwarzkopf si Loctite. Henkel are cca 50,000 de angajati la nivel global si a raportat in anul fiscal 2009 vanzari de 13,573 milioane euro si un profit operational ajustat de 1,364 milioane euro. Actiunile preferentiale Henkel sunt listate la Bursa Germana DAX iar compania apare in clasamentul Fortune Global 500.

Vernisaj la Galeria de Arta a Bibliotecii Bucovinei

CONSILIUL  JUDETEAN  SUCEAVA

BIBLIOTECA BUCOVINEI

UNIUNEA SCRIITORILOR DIN ROMaNIA – FILIALA  IASI

LIBRARIILE  ALEXANDRIA

Cu binecuvantarea i.P.S. PIMEN, Arhiepiscopul Sucevei si Radautilor

Organizeaza

EXPOZITIE – INSTALATIE  DE  ICOANE

EIKON – SYMBOLON – EIDOLON

TERAPIE  VIZUALA

De Parintele

EMILIAN  A. GAVRILEAN

Prezinta:

Criticul VALENTIN  CIUCA,

Preot profesor IOAN  IRIMIA,

Psiholog CATRINA  COTOARA

Moderator: scriitoarea ANGELA  FURTUNA

Vernisajul va avea loc joi, 9 decembrie, ora 13, la Galeria de Arta a Bibliotecii Bucovinei

***

Pictorul de icoane isi incepe intotdeauna lucrarea cu o rugaciune: „Tu, Doamne, Dumnezeule, Stapane a toate, lumineaza si indreapta sufletul, inima si mintea robului Tau; calauzeste-mi mainile ca sa pot infatisa cum se cuvine si in mod desavarsit chipul Tau, al Sfintei Tale Maici si pe cele ale tuturor sfintilor pentru slava, bucuria si infrumusetarea Sfintei Tale Biserici”.

O expozitie de icoane crestine ortodoxe este o treapta unica a revelatiei: omul devine ceea ce contempla, asadar se preschimba el insusi in lumina de dincolo, care tasneste din icoana.

Felul in care aceasta lumina datatoare de pace, intelepciune si iubire lucreaza asupra sufletului omenesc este analizat, inca de la inceputurile vietii spirituale si respectiv ale medicinii, nu numai de catre teologi si semioticieni, ci si de catre medicii sau psihologii terapeuti.

Parintele Emilian A. Gavrilean pledeaza nu numai pentru Arta Icoanei ci si pentru Terapia vizuala, prin schimbul de priviri dintre om si Dumnezeu. Autorul avertizeaza, precum altadata Ava Visarion, unul din Parintii Bisericii de la inceputurilor secolului al V-lea, ca iluminarea omului, adica indumnezeira (theôsis), este legata deopotriva de fizica vederii precum si de spiritualitatea vederii.

Expozitia Eikon, Symbolon, Eidolon deschide o noua paradigma a raportarii omului la lumina revelatiei („un intuneric care-ti ia ochii“); pe de alta parte, viziunea autorului – originala, subtila, propunand un exercitiu de salvare a omului prin indumnezeirea vizual – autohipnotica – inchide un arc peste timp, ducand mai departe conceptul marelui Sfant Grigore Palamas (+ 1359), dupa care a participa la energiile dumnezeiesti inseamna a deveni tu insuti, intr-un anume fel, lumina.

Relatia terapeutica dintre privirea omului si privirea divina, relatie care se stabileste in cadrul contactului dintre om si icoana, are valente multiple: Emilian A. Gavrilean pledeaza pentru imbunatatirea calitatii omului contemporan prin optimizarea modului sau de a vedea lumea, dincolo de ochii trupesti, si cu ajutorul ochilor mintii si ai sufletului (Angela FURTUNa)
Despre EMILIAN  A. GAVRILEAN:
Nascut la 19 august 1975, intr-o familie renumita pentru carturarii si artistii prof. univ. Dr. Dimitrie Gavrilean, Nicolae Gavrilean (pictor bisericesc) si George Gavrilean; inca din liceu, autorul participa la pictarea unor biserici si isi face ucenicia alaturi de acesti maestri care il introduc in tainele mestesugului. Mai departe, urmand Colegiul National „Ciprian Porumbescu” din Suceava, Sectia Pictura, autorul se formeaza si la scoala regretatului maestru Ioan-Carp Fluierici si a doamnei Camelia Rusu.

Intre 1994-1998,  urmeaza cursurile Facultatii de Teologie Ortodoxa din Iasi, sectia Pastorala, obtinand Licenta in Teologie Morala cu tema ,,Relatia dintre suflet si trup in Teologia Morala’’, sub indrumarea preotului profesor Dr.Gheorghe Popa. Actualmente doctorand al Universitatii de Arta ,,George Enescu”- Iasi, sectia Arte Vizuale.

Cateva realizari, notabile deja, ii recomanda cariera artistica pentru o evolutie in registrul excelentei:

Expozitii personale de icoana in tara:

2004 – Sala ,,Tisa’’a hotelului Best Western Bucovina – Gura – Humorului;

2008 – Muzeul Obiceiurilor Populare din Bucovina – Gura -Humorului;

Expozitii personale de icoana in strainatate:

2004 – Ambasada Romana din Polonia – Varsovia;

2004 –Casa de Cultura – Pi?a,Polonia;

2004 – Centrul Cultural Pravoslavnic – Bia?ystok,Polonia.

Lucrari de arta religioasa  decorativa si murala:

2002 – Catapeteasma Bisericii ,,Sf.Arhangheli Mihail si Gavriil’’, tempera pe lemn,Tolva(Moara) – Suceava;

2006-Catapeteasma Bisericii ,,Pogorarea Sfantului Duh’’, acrylice pe lemn, Vama-Suceava

2007 – Catapeteasma Capelei Militare ,,Sf.Gheorghe si stefan cel Mare si Sfant’’,tempera pe lemn-Botosani;                                                                                                              2007-Capela ,,Sf.M.Mc.Dimitrie’’, al secco ,Capu – Codrului – Suceava;

2009-Catapeteasma Bisericii ,,Sf.Ilie’’, acrilyce pe lemn, Botosana – Suceava;

Lucrari intrate in uzul liturgic al unor Biserici:

Icoane Praznicare pentru:

2002 – Biserica ,,Sf.Arhangheli Mihail si Gavriil’’, Tolva (Moara) – Suceava;

2003 – Biserica ,,Sf.Apostoli Petru si Pavel’’din cartierul Boureni – Gura-Humorului;

2005 – Biserica ,,Pogorarea Sf.Duh’’, Vama – Suceava;

2006 – Biserica ,,Sfanta Treime’’, Talpa(Candesti) – Botosani;

2007 – Biserica ,,Nasterea Maicii Domnului’’, Mironu – Suceava;

2008 – Biserica ,,Sf.Apostoli Petru si Pavel’’, Berchisesti – Suceava;

2008 – Biserica ,,Sf.Nicolae’’, Spitalul vechi – Suceava;

2009 – Biserica ,,Sf.Nicolae’’, Colacu (Fundu-Moldovei) – Suceava.

Prapuri si Cruci de procesiune pentru:

2001 – Schitul ,,Sf.Treime’’, Pojorata-Suceava; 2007 – Biserica ,,Sf.Ilie’’, Dragoiesti-Suceava; 2008 – Biserica ,,Sf.Parascheva’’, Solonet (Todiresti)-Suceava; 2008 – Biserica ,,Sf.Ilie’’, Botosana-Suceava; 2009 – Biserica ,,Sf.Pantelimon’’, Capu-Codrului-Suceava; 2009 – Biserica ,,Sf.Dumitru’’, Ciprian-Porumbescu-Suceava;

Lucrari in colectii particulare

In tara: Bucuresti, Iasi, Constanta, Botosani, Suceava, Gura-Humorului.

In strainatate: SUA, Canada, Franta, Anglia, Germania, Spania, Italia, Grecia, Polonia.

Angela Furtuna

Biblioteca Bucovinei

Scriitoare, publicista, membra a Uniunii Scriitorilor din Romania

Specialist in Marketing Cultural si PR

Master in Comunicare si PR, Master in Semiotica Limbajului in Massmedia si Publicitate